🎙️ Aquilani: “Jorge Jesus mi ha influenzato molto. Ho ragazzi giovani e bravi”

L’allenatore del Sassuolo, Alberto Aquilani, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport della situazione in casa neroverde.

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Questo quanto riportato da TMW:

“Avevo detto che in Nazionale sta iniziando qualcosa di nuovo e bisogna avere pazienza. Si sono fatti risultati importanti e forse anche insperati, per fare le cose comunque ci vuole il tempo. Siamo partiti col piede giusto, i risultati danno fiducia ed entusiasmo e mi auguro si prosegua su questa scia. A Sebastiano Esposito l’ho messo in testa sin da quando è arrivato, dell’obiettivo azzurro: non ce lo aspettavamo subito, dobbiamo mettergli in testa che può rimanerci per diversi anni, perché è nell’età giusta per fare certe cose. I miei ragazzi sono giovani e molto bravi, dimostrano anche in Nazionale quanto stanno facendo qui. E mi auguro ci arrivino anche altri, che per me possono farlo”. 

“Perdere Kone è stato un duro colpo, ha dimostrato un livello top. Ora lo aspettiamo, è un infortunio che ha bisogno di tempo ma sarà importante per noi”. 

“Spero di vedere poco Cissè domenica. Ma mi fa piacere, sono ragazzi che ho vissuto in un momento particolare della loro carriera, in un campionato difficile come la B e in una piazza quale Catanzaro. Ne ho visto la crescita e sono felice, so quanto abbiamo lavorato e sofferto e sono tre storie (Cisse, Favasuli e Liberali, ndr) ognuna diversa dall’altra”. 

“A me Jorge Jesus ha influenzato molto, è particolare ma con idee chiare sul campo e molto riconoscibile. Mi ha dato qualcosa per apprendere cose in più, è stata un’esperienza molto positiva: la scuola portoghese fa le cose per bene”. 

“La Serie A è sempre difficile e competitivo, quest’anno credo si sia visto il miglioramento con le regole, gli arbitri che ti lasciano giocare e un ritmo più alto. Sarà una partita difficile, affrontiamo una grande squadra, ma abbiamo le nostre armi e dobbiamo continuare a crederci”. 

“Sono stato fortunato, ho trovato un gruppo di ragazzi che hanno subito accettato e accolto con curiosità ciò che venivo a proporre. Così è tutto più facile, merito a loro. Sicuramente abbiamo alzato il baricentro e vogliamo tenere di più il controllo del gioco, più tanti dettagli diversi. Ma ripeto, c’è stata la fortuna di aver avuto giocatori bravi a inserirsi nel contesto”. 

“Mi lego a quanto dicevo prima: quando vedo i ragazzi raggiungere certi livelli è felicità. A me non torna niente, se non l’orgoglio di aver aiutato. Anche con lui è stato un percorso lungo, veniva dai Dilettanti con umiltà di voler imparare e crescere. Mi auguro che sappia che qualcosina gli abbiamo dato. E ci sentiamo spesso, sono ragazzi che rimangono nel cuore. Sono contento, aveva già questa forza fisica da ragazzo, oltre a un’umiltà incredibile. Poi ha iniziato a capire il gioco e diventare più ordinato ma è anche merito suo”. 

By Pietro Urbani

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