L’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, ha parlato in conferenza stampa in vista della partita con il Bologna.
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Di seguito le sue parole riportate da TMW:
Come stanno gli infortunati?
“Felici e Idrissi sono indisponibili, stiamo valutando di mandare Trepy con l’U20 per fargli fare minutaggio. Non è sicuro, ma ve lo volevo dire”.
Com’è stata la settimana dopo la prima arrabbiatura?
“Avete visto una partita mai vista, ma anche dopo Verona eravamo tutti provati, anche dopo la partita contro l’Inter… Quando si perde non fa piacere, non si può provare gioia. Un ko diventa utile se quella successiva si correggono i comportamenti”.
“Ha una rosa fortissima, è stata costruita per rimanere il più possibile tra i primi 7. Ha un attacco di una squadra che ha ambizione e vuole fare qualcosa di importante come fatto negli ultimi anni, mi è dispiaciuto molto per Tedesco, era bello avere un allenatore del genere in Serie A, mi piace tantissimo l’idea diversa che stava portando. Mi è capitato di vederlo giocare, dispiace perché fa capire ancora una volta quanto siamo legati ai risultati, hanno avuto solo sfortuna, hanno fatto cose egregie. Palladino si è distinto per i successi, ha fatto bene a Monza, a Firenze e a Bergamo. È giovane, ha iniziato da poco come me, ma sta facendo vedere che è un tecnico importante. Gli auguro a partire dalla prossima che possa fare ancora meglio. Il Bologna ha potenziali titolari, doppioni, triploni… A volte un infortunio ti toglie problemi, c’è Dovbyk, Enem, Bernardeschi, hanno giocatori forti che possono giocare titolari in squadre che giocano per un obiettivo diverso”.
Rivedremo le due punte?
“Una delle domande più frequenti che ho ricevuto è ‘finalmente possiamo vedere le due punte?’. Io ho sempre detto di sì e per me lo abbiamo fatto anche bene nella prima parte della partita, abbiamo avuto dati che non avevamo avuto prima. Tutto però si compensa, hanno creato meno e hanno fatto più gol. Se dobbiamo basarci sul risultato dico di no, ma se guardiamo il percorso posso dire che possiamo rivederle anche domani”.
Maldini le piace più un po’ più indietro o più avanti?
“Ha fatto la punta, ma sempre con libertà di movimento, ha sempre avuto questa possibilità anche nelle gare passate. Va stimolato e aiutato all’interno di una gara, ma anche corretto per modificare la sua posizione. Giocava esterno, ma non doveva andarci. È stata una partita no per lui e per altri, siamo tutti colpevoli, non ne va trovato uno per forza”.
In quale partita farà più turnover?
“Noi ragioniamo di partita in partita, quella che conta è quella di domani. Non mi piace parlare di quello che sarà, anche se un’idea posso averla, ma nel calcio cambia tutto da un momento all’altro”.
Avete un cartello con scritto: ‘O vinco o imparo’. Ha imparato da Monza?
“Sono 11 anni che leggo quel cartello. Ho imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie, i successi a volte nascondono la polvere sotto il tappeto, il risultato sembra il target da raggiungere a tutti i costi, sembra dia anche dei benefici a chi non li merita. È stata una partita analizzata e corretta, ci ha fatto capire che una cosa è mancata, sappiamo di cosa abbiamo bisogno ed è l’atteggiamento, che non dobbiamo sbagliare da qui in avanti”.
C’è possibilità di rivedere Kevin Carlos?
“Nel suo momento migliore ha avuto un problema familiare importante, stava trovando la forma… Ha bisogno di lavorare, veniva da 2 mesi di poco o nulla, era fuori squadra al Nizza, questo è stato l’intoppo che non gli ha permesso di dare continuità. Contro l’Inter è entrato molto bene, mi è piaciuto il suo spirito, non è venuto qua per non giocare mai, non vediamo l’ora di dargli una chance”.
Domani sceglierà sempre tra i 3 centrali utilizzati finora?
“Il ballottaggio è a 4, c’è anche Kofler. Ha potenzialità, l’ho penalizzato… Lui è subentrato contro l’Inter bene, merita una possibilità, non vedo l’ora di dargliela, è un patrimonio del Cagliari, va messo nelle condizioni di poter crescere e lo fa giocando. È un ballottaggio aperto, ho 4 centrali forti, di cui 2 giovani. Mi baso anche sull’avversario”.
Si sente di promettere ai tifosi che vedranno un altro Cagliari?
“È un dovere, non deve essere una promessa. Dobbiamo giocare sempre con il sangue agli occhi e sudare la maglia, deve appartenere alla mia squadra perché deve essere la fotografia del loro allenatore. È il minimo che possiamo fare, non devo promettere niente. Non dobbiamo fare prestazioni come a Monza”.
