🎙️ D’Aversa: “Zona retrocessione? È una posizione che non ci compete. Sul contratto breve…”

Roberto D’Aversa, diventato ieri il nuovo allenatore del Torino, si è presentato in conferenza stampa confessando le ragioni che lo hanno spinto ad accettare e la strada che la squadra deve seguire per uscire dalla crisi. Riprendiamo le sue parole da TMW:

Come mai ha firmato un contratto così breve?

“Tutti vorrebbero iniziare la stagione d’estate per interpretare il gioco in base alle caratteristiche dei giocatori. Ma se a 4 mesi dalla fine del campionato ti chiama il Toro, devi rispondere presente. Il valore del Toro non merita questa classifica, non ho avuto alcun ripensamento: ho fatto subito le valigie. Parliamo di un club storico”.

Come si migliora?

“Il Toro ha 9 clean sheet e la peggior difesa: è uno degli aspetti da migliorare, di solito la differenza reti corrisponde alla posizione di classifica. Cosa cambiare? Riportare entusiasmo, nel calcio bisogna capire che siamo fortunati: c’è stato uno scossone con questo cambio allenatore, devo dare certezze e migliorare vari aspetti”.

Pensa di cambiare modulo? Potete giocare a quattro dietro?

“Sono valutazioni che si fanno direttamente in campo. Qui ci sono tanti difensori centrali e solo due terzini di ruolo, la disposizione più consona è quella di partire a tre. Ma non è il modulo che ti fa subire meno gol, è l’atteggiamento. Questo club ha messo sempre sul campo tutto ciò che aveva nelle gambe e nel cuore”.

Cosa si aspetta da Anjorin, Marianucci e Ismajli che ha gia avuto ad Empoli?

“Non ho parlato con loro, solo con Petrachi e Cairo. Non mi piace parlare con i miei ex giocatori quando non sono l’allenatore. L’anno scorso tanti ragazzi erano giovani, facevo un po’ da padre e consigliere per loro. Anjorin veniva dal Chelsea, la sua storia parla di tanti infortuni ma l’anno scorso ha giocato tanto. Marianucci ha fatto un bel percorso, con il lavoro ha ribaltato le gerarchie e ha fatto un ottimo campionato. Ismajli ha fatto il miglior campionato suo, ma anche lui ha avuto problemi: è un guerriero, ha giocato con una mano fratturata. Difficilmente si ritrovano questi giocatori al giorno d’oggi con questo spirito”.

Come pensa di agire sulla testa dei giocatori?

“Bisogna scendere in campo con coraggio. L’ultima gara ha dimostrato che la squadra perdeva subito palla una volta recuperata, forse è scesa in campo senza coraggio”.

Qual è il primo messaggio che darà al Toro?

“La classifica va vista. Il potenziale della squadra non la rispecchia, ma se siamo a +3 dalla zona retrocessione serve essere realisti. Dobbiamo migliorare, l’errore sarebbe pensare di non essere risucchiati. La società ha già mandato un messaggio, non ho visto ancora i ragazzi ma si sentono responsabili quando accade questo. Bisogna trasmettere serenità ma anche cercare di migliorare gli aspetti”.

Ha sentito Baroni?

“Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ma non voglio essere influenzato dal passato. Lo chiamerò, ma adesso voglio vedere cosa ci sarà con il nostro lavoro. Voglio rimanere pulito, valuto in base a ciò che vedo”.

Vuole lanciare un appello ai tifosi perché il dodicesimo uomo in campo sia presente?

“Qua ho fatto tante battaglie. E’ diverso giocare con il pubblico o con lo stadio, la squadra ne ha bisogno ma deve anche dimostrare di invogliare di nuovo il pubblico: dobbiamo ragionare sull’obiettivo, che è la salvezza. In campo cerchiamo di rendere i tifosi orgogliosi, loro sono fondamentali e sono tra i più caldi d’Europa. A Genova cè un pubblico che dà 6-7 punti, anche qui cè un pubblico che porta punti. C’è disponibilita ad aprire il Filadelfia per gli allenamenti, in questo momento si ragiona solo sull’importanza del club”.

Può prendersi questa responsabilità sul Filadelfia e di aprire gli allenamenti?

“Dobbiamo ragionare tutti con lo stesso pensiero, sull’importanza di preservare una categoria. Non porta vantaggi aprire vantaggi se ci sono contestazioni, ma il pubblico può supportare i ragazzi. Il risultato è sempre una conseguenza del lavoro: venire a vedere come i ragazzi si allenano, è un motivo che a volte le difficoltà dipendono da tanti fattori. Da parte mia, non ci sono preclusioni ad aprire. Le piazze non sono paragonabili, ma ad Empoli aprivo sempre. Poi c’è un aspetto tattico da considerare, ma i primi giorni della settimana siamo disponibili ad aprire il campo. Da oggi, si fanno i fatti: allontanarci da una classifica pericolante, serve compattezza da parte di tutti. Tutti insieme possiamo portare il Toro all’obiettivo”.

E’ una squadra che segna poco

“Lavoreremo per migliorare anche questo aspetto. La differenza reti corrisponde alla posizione di classifica: o migliori i gol subiti o quelli fatti, così migliori la squadra. E’ sempre il campo che dirà come interpretare le gare”.

Dove farà giocare Vlasic?

“Dal vivo ho visto due gare, le due partite di Roma. E Vlasic mi ha stupito: pensavo fosse forte, non così completo. Non sfigurerebbe in un grande club. E’ uno che concretizza e che fa gol. Può giocare a destra o a sinistra, occupando quelle mattonelle perché ha facilitato nell’assist e nel gol”.

Vlasic ha detto che serve fare di più sotto tutti gli aspetti, anche nella vita di tutti i giorni

‘Magari sapeva già del mio arrivo… Per come lavoriamo noi, facciamo colazione insieme, poi allenamento e pranzo tutti insieme per poi riposare al pomeriggio. Siamo professionisti, ci comportiamo come tali. Vlasic ha fatto un discorso da leader, ma tutti devono pensarlo: se un giocatore non lo capisce, ci sarà l’imposizione”.

In porta chi giocherà?

“Si stabiliscono gerarchie a inizio campionato, poi durante la stagione c’è stato questo cambio. Valutando le partite di Paleari, non ha responsabilità sui tanti gol subiti: parlerò con i ragazzi e li vedrò in settimane, ma probabilmente continueremo con Paleari. Ha più esperienza, in questo momento è fondamentale. Non faccio le formazioni in base ai nomi, ma al lavoro quotidiano”.

By Demetrio Oriolo

Durante il percorso di formazione classica ho sviluppato l'interesse per il giornalismo. Mi sono immerso nel mondo dell'informazione nel 2016, prendendo parte ad alcuni progetti in via di sviluppo, salvo poi continuare questo percorso di formazione e di crescita lavorando per prestigiosi progetti quali "Il Calcio Calabrese", "Calciomercato Report", "La Politica del Popolo" e "Calciatori Ignoranti". Sono uno dei fondatori del blog "Carpe Ideam". Nel corso degli anni ho collaborato con le testate "La Notizia Sportiva", "Pianeta Serie B" e "Calabria Live" e con il blog "Pianeta Champions" nel ruolo di editorialista. Vanto diverse pubblicazioni con "Il Quotidiano del Sud".

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