🎙️ Genoa, il ds Lopez: “De Rossi l’ho scelto per 3 motivi. El Shaarawy? Non mi esprimo. Mi fa piacere vedere i nostri giovani in Nazionale”

Lunga intervista concessa ai microfoni del Secolo XIX da parte del direttore sportivo del Genoa Diego Lopez. Ecco le sue dichiarazioni, riprese da SOS Fanta:

“Noi dirigenti dobbiamo restare più calmi ma dentro vivo la gara in modo intenso. Penso al 3-2 sul Bologna, al gol-vittoria con la Roma, a Vitinha a Verona… ci sono momenti in cui mi piace pensare che stiamo cominciando a scrivere una storia. In questi mesi si è creato un legame forte tra tifo, squadra, allenatore, club. Un’unione che si costruisce con momenti di gioia, di locura, per una partita ribaltata, un successo importante. E altri amari, che ti restano dentro. Il calcio e la vita sono fatti di questo”.

DE ROSSI “Rappresenta il cambio, l’unione e l’unità. L’ho scelto per tre motivi: le sue qualità per allenare una squadra, l’aspetto umano e la profonda conoscenza della Serie A. Abbiamo un allenatore forte, con cui vogliamo costruire nel tempo per migliorarci, l’uomo giusto con cui creare un progetto serio, non di mesi ma di anni”.

FUTURO “Il Mondiale allunga i tempi del mercato e stavolta coinvolgerà ancora più squadre. Ci sarà un primo mercato sino a fine giugno. E un secondo che arriverà ad agosto. Noi ci siamo portati avanti a gennaio: il riscatto a condizioni vantaggiose di Ostigard, Bijlow, Amorim preso in anticipo per farlo ambientare in vista di un possibile addio di Malinovskyi. Abbiamo riscattato Colombo, giocatore importante. La base è solida ma non ci accontentiamo”.

EKUBAN, LEALI E MESSIAS“Come è stato per Sabelli c’è la volontà di tenere giocatori che sanno cos’è il Genoa, come affrontare le difficoltà, che hanno deciso gare importanti”.

BALDANZI“Abbiamo le idee molto chiare su Baldanzi, è uno che cambia la squadra con la sua qualità, la sua visione. E in più ha dimostrato dna da Genoa, dote imprescindibile per i giocatori che vogliamo: lotta sulle seconde palle, pressa, ha tecnica, è già entrato nel cuore dei tifosi allo stadio e nel nostro. Migliorare non vuol dire solo fare ricorso al mercato ma soprattutto far crescere chi c’è già. Non si può dare il peso del gol solo al bomber. Devono segnare tutti, pure i quinti, i centrocampisti, le sottopunte. E ci sono i piazzati, abbiamo Ostigard ma pure altri col potenziale per segnare di testa come Marcandalli e Otoa. Ci aspettiamo gol da Baldanzi ma pure Ellertsson può farne 5 a stagione”.

VALORIZZAZIONE“Il margine di errore in quel momento era zero. Conoscevo la squadra dal punto di vista calcistico, credevo in questi giocatori prima di arrivare e ora credo anche negli uomini perché li ho conosciuti. Abbiamo uno spogliatoio super, che ha fatto la differenza ed è stato un pilastro perla salvezza. Investiamo molto nella metodologia per portare i calciatori al massimo livello, da novembre a oggi sono cresciuti in tanti e De Rossi lavora tanto su questo. Siamo allineati sulla via del miglioramento interno. E a gennaio è stato fondamentale restringere la rosa: se tutti sanno che possono vivere il sogno di giocare davanti ai 30.000 del Ferraris aumenta l’energia positiva in allenamento”.

CESSIONI“Dire ora i nomi di chi può partire e chino non sarebbe rispettoso ma daremo tanta continuità. Lo abbiamo già detto e fatto a gennaio, senza vendere nessuno. Non vuol dire che ora non cederemo giocatori, il 90% dei club nel mondo vende calciatori per riequilibrarsi anche negli aspetti extra-calcio e poi provare a rinforzarsi. Negli ultimi due mercati, il Genoa ha venduto per circa 38milioni e ha comprato spendendo intorno ai 20, la tendenza positiva è chiara. Abbiamo giocatori importanti, già cresciuti tanto, e altri che possono salire a un livello ancora più alto, per cui forse non è arrivato il momento di dirsi addio. Abbiamo una squadra di uomini pronti a fare la guerra calcistica con noi, felici di essere al Genoa, di ripartire insieme tra un mese, che immaginano la loro vita qui e questa è una forza”.

OBIETTIVO “Siamo ambiziosi ma pure realisti. Il Genoa da tre stagioni lotta per salvarsi, ci sono almeno 10 club in A che possono spendere 20 milioni per un giocatore ma noi abbiamo le nostre armi: una squadra in crescita guidata da un grande allenatore, una forte identità, uno stadio che vale punti ogni stagione. Dobbiamo sfruttare i nostri punti forti. L’obiettivo primario, per il salto di qualità, è partire bene, a differenza degli ultimi anni e la continuità nella rosa può aiutare. Ma solo da marzo in poi si può parlare dei veri obiettivi. Di sicuro lo è migliorare il Genoa senza perdere l’identità di squadra tosta da battere, fastidiosa, che non vuole perdere i duelli, che attacca la profondità, pericolosa su ogni piazzato. La squadra somiglia all’allenatore: sa sempre cosa fare e gioca con coraggio, lo dimostrano i punti fuori casa, le prove importanti con le big”.

EL SHAARAWY“Sui singoli obiettivi non mi esprimo. Cerchiamo giocatori giusti per il Genoa. E se un calciatore soddisfa requisiti tecnici, atletici, economici, conoscere bene la piazza può essere un plus”.

AMORIM“Ci si arriva con lo scouting. Nel club c’è grande confronto, tutti parliamo la stessa lingua calcistica. Individuiamo le caratteristiche che il giocatore deve avere e in base ai limiti economici che abbiamo creiamo il nostro mercato. Cerchiamo calciatori con fame, in crescita, che vogliono dimostrare di essere da Genoa. Poi siamo pronti a cogliere le opportunità, come Bijlow o Baldanzi. Amorim sta facendo ciò che ci aspettavamo, ha personalità, è forte nella gestione della palla, ha i tempi di gioco, come tutti i giovani fa errori ma non ha paura di prendersi responsabilità”.

GIOVANI“Ci fa felici vedere Ekhator, Fini e Venturino convocati in Nazionale. E siamo contenti se Grossi, Carbone, Lafont, Docourè, Latif, Nuredini debuttano in A. È il risultato del lavoro di tante persone: allenatori e direttori avuti in passato nel settore giovanile, il responsabile Trapani, mister come Vieira e De Rossi”.

By Pasquale Ucciero

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