🎙️ Gravina: “Dimissioni? Scelta convinta. I problemi non si risolvono cambiando presidente”

Gabriele Gravina, presidente della FIGC dimissionario, ha offerto alcune considerazioni nel corso dell’elezioni per il nuovo presidente. Riprendiamo le sue parole da Sky Sport.

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“La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e particolarmente sofferta, scelta di dignità personale ma soprattutto di responsabilità. Sono sempre stato un orgoglioso combattente e fiero oppositore di chi ha seguito l’emotività personale per spingere a dei cambi senza supporto di tangibili motivazioni. Ho sentito il dovere di impedire che la Figc fosse trascinata in un vortice. Passo indietro per stimolare riflessioni e rinforzare percorso di rigenerazione.

La nostra federazione non si può misurare con l’esito dei calci di rigore, ma deve essere una grande organizzazione sociale per promuovere e disciplinare il mondo del calcio, lo dico a chi pensa che si riduca tutto a portare a casa trofei a tutti i costi.

La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta”. Queste le parole del presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina nel suo intervento durante l’assemblea elettiva della Federcalcio. “E’ stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”, ha proseguito Gravina nel suo discorso, sottolineando di aver “deciso di restituire il mandato perché il livello di personalizzazione aveva attinto sempre più da vicino il nostro sistema e ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa.

Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, ma i problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando il presidente della Figc. Si risolvono con una riforma coraggiosa dei campionati, con investimenti seri nei vivai, con la politica che voglia essere partner e non parte, con componenti federali che scelgano in primis il bene comune.

Io ho sempre operato con un unico faro: la tutela del calcio italiano, dalla base della piramide al vertice della Nazionale. Eppure – ha detto ancora – dobbiamo essere onesti con noi stessi: il calcio italiano vive una crisi di identità culturale prima ancora che economica.

Sul piano sportivo e gestionale per troppo tempo abbiamo sottovalutato il quadro di riferimento, cercando passaggi strategici troppo ancorati agli “instant team” e poco agli investimenti. Abbiamo sbagliato il tempo delle nostre scelte: affrettando quelle di prospettiva e ritardando quelle strutturali. In campo e fuori”.

By Demetrio Oriolo

Durante il percorso di formazione classica ho sviluppato l'interesse per il giornalismo. Mi sono immerso nel mondo dell'informazione nel 2016, prendendo parte ad alcuni progetti in via di sviluppo, salvo poi continuare questo percorso di formazione e di crescita lavorando per prestigiosi progetti quali "Il Calcio Calabrese", "Calciomercato Report", "La Politica del Popolo" e "Calciatori Ignoranti". Sono uno dei fondatori del blog "Carpe Ideam". Nel corso degli anni ho collaborato con le testate "La Notizia Sportiva", "Pianeta Serie B" e "Calabria Live" e con il blog "Pianeta Champions" nel ruolo di editorialista. Vanto diverse pubblicazioni con "Il Quotidiano del Sud".

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