🐂 D’Aversa, buona la prima: “Reazione normale dopo il cambio in panchina. Ora testa al Napoli”

Roberto D’Aversa, allenatore del Torino, ha parlato in conferenza stampa a margine della gara vinta contro la Lazio.

Questo quanto ripreso da cuoretoro.it:

“Quando c’è un cambio in panchina, una reazione è anche normale. Sono contento dei gol degli attaccanti, abbiamo avuto coraggio a metterli subito per dare un segnale. Quando tutti vedono che Zapata e Simeone si sacrificano, tutti danno di più. Nel finale è uscita fuori la Lazio, ma sul risultato non ci sono dubbi. Per giocare insieme, devono sacrificarsi: hanno dimostrato di poterlo fare. Non abbiamo preso gol, ho cercato di far ragionare la squadra su aspetti positivi.”

Questa è la dimostrazione che lo stesso sistema si può interpretare in maniera differente. Abbiamo cercato di occupare le ampiezze con Duvan ad attaccare la profondità. L’avevamo preparata così, e la squadra ha provato a farlo: ci può essere l’errore tecnico o di lettura, ma l’atteggiamento è quello giusto. E non era semplice. Non abbiamo fatto nulla, a Napoli è proibitiva ma nel calcio nulla è impossibile. Godiamoci la vittoria, poi testa a Napoli.”

Da stasera bisogna pensare alla prossima partita, avremo due giorni in meno rispetto al Napoli. Li ho gratificati e ringraziati. Ho detto loro che la vittoria era importante, ma non abbiamo fatto nulla.”

Chiave della vittoria? Un po’ tutto. Il cambio dell’allenatore e il mio avvento, anche il confronto che c’è stato con i nostri grandissimi tifosi. Ma maggiormente, quando si cambia in panchina, i ragazzi si sentono responsabili. In questo caso ha pagato una persona, ma le responsabilità vanno divise. Non era semplice, dobbiamo continuare a lavorare e a migliorare.”

Casadei? Dipende da chi gioca al suo fianco. Lo seguo da tanto tempo, è una mezzala d’inserimento e sfrutta la sua fisicità. E’ un centrocampista che può fare 6-7 gol. Può fare la mezzala, o per giocare a due dipende da chi c’è al suo fianco”.

Siamo partiti contratti, non tutti ma qualcuno sì. Ho toccato le corde giuste dicendo la verità: se ho deciso di venire qui, è anche per il valore dei giocatori. Pretendo molto da tutti, anche da me stesso, e abbiamo le qualità: ho ricordato a tutti che stavamo andando a giocare a pallone e di essere entusiasti, di ritenerci fortunati per ciò che sta accadendo nel resto del mondo. Dobbiamo ridare entusiasmo e fiducia, rispettando le regole.”

 

By Pietro Urbani

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