🔍 Summerville non è un caso isolato: da Veiga a Sergej Milinkovic-Savic. La lista dei “furti” dell’Arabia alla Serie A

I club sauditi negli ultimi anni sono diventati un competitor in più sul calciomercato per i club italiani. Quanto accaduto con Summerville, ala olandese che la Roma aveva in pugno, ma poi accasatosi all’Al Hilal, non è un caso isolato. I “furti” dell’Arabia Saudita alla Serie A sono diversi. Di seguito i casi più eclatanti.

Summerville – Roma

In ordine cronologico Summerville è l’ultimo di una serie di casi rientranti nella lista dei “furti” sauditi. È difficile competere sia per le offerte recapitate ai club di appartenenza (nel caso specifico si parla di circa 70 mln al West Ham, a fronte dei quasi 50 proposti dalla Roma) sia per gli ingaggi proposti (il giocatore olandese dovrebbe percepire 14 milioni annui). Dopo una breve riflessione, complice anche le chiamate al ragazzo di Gasperini e D’Amico, il giocatore ha scelto i soldi dell’Arabia Saudita.

Gabri Veiga – Napoli

Gabri Veiga, centrocampista spagnolo attualmente in forza al Porto, era stato vicinissimo al Napoli, prima di approdare nell’estate del 2023 all’Al-Ahli. Gli azzurri lo avevano inseguito a lungo, tuttavia è arrivata ancora una volta l’Arabia a “scippare” il possibile colpo. Il ragazzo ha raccontato il no al Napoli in un’intervista rilasciata alla Tribu di Radio Marca del Portogallo: Non me ne pentirò mai perché in quel momento era la decisione più favorevole per me. Ho cercato ciò che mi si addiceva meglio sportivamente. Ora faccio parte di un grande club dove continuo a crescere e a competere per i titoli”.

Darwin Nunez – Napoli

Per quanto riguarda l’ex attaccante del Liverpool, Fabrizio Romano ha svelato un clamoroso retroscena di mercato. Di seguito le sue parole, riportate da calcionapoli24.it: “Darwin Nunez voleva il Napoli nell’estate 2025 e ve lo confermo. Poi l’operazione non si è fatta, il Napoli ha scelto Lucca per varie motivazioni come anche la differenza di stipendio. Posso dire che il ragazzo sarebbe andato volentieri al Napoli. Lui guadagna tantissimo”.  L’uruguaiano gioca attualmente nell’Al-Hilal di Inzaghi, ma potrebbe presto cambiare destinazione.

Sergej Milinkovic-Savic – Inter e Juventus

Nel 2023 il “Sergente” Milinkovic-Savic è stato acquistato dal solito Al-Hilal che ha bruciato la concorrenza di Inter e Juventus. Entrambi i club – come riporta Sky Sport – erano in pressing per il serbo, ma la richiesta di Lotito, nonostante il contratto del giocatore scadesse l’anno dopo, era irremovibile: 40 milioni di euro. Sia bianconeri che nerazzurri avevano provato ad abbassarla, inserendo contropartite tecniche. No secco dei biancocelesti. L’irruzione del club saudita ha sparigliato le carte sul tavolo. Il centrocampista gioca ancora nell’Al-Hilal.

Demiral – Milan e Inter

Demiral, ex difensore di Sassuolo, Juventus e Atalanta, prima del passaggio in Arabia, precisamente all’Al-Ahli, poteva giocare a Milano. È stato lo stesso difensore turco a rivelarlo in passato, come riporta intermagazine.eu: “Ero vicinissimo al Milan, però dopo aver parlato con la mia attuale società abbiamo deciso di non andare a giocare lì. Già quattro o cinque anni fa, quando ero alla Juventus, ero stato vicinissimo al Milan. Al tempo c’era Maldini, ma dopo non si fece più nulla. Sono stato vicino anche all’Inter ma non si è fatto nulla perché l’Atalanta ha preferito non cedermi”.

Retegui – Permanenza Atalanta e Milan

Esattamente un anno fa, Mateo Retegui passava dall’Atalanta all’Al-Qadsiah per una cifra di quasi 70 milioni di euro, con un ingaggio faraonico da 20 milioni a stagione. Spazzate dunque via in un colpo solo le ipotesi rinnovo con l’Atalanta e approdo al Milan. Così Retegui si espresse qualche tempo dopo, come riporta Tuttosport:

«Sono venuto qui per quello che mi ha detto Carlos (il vice allenatore della squadra, Juan Carlos Mendia, ndr). L’allenatore (lo spagnolo Michel, ndr) mi voleva e mi ha trasmesso la sua volontà. Questo per me è stato molto importante. Per quanto riguarda le trattative con altre squadre, ci sono stati dei contatti e dei piccoli problemi in alcuni dettagli dei contratti, ma l’Al-Qadsiah era più serio».

By Pasquale Ucciero

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