🗣️ Chivu: “Sogno la Champions, voglio creare qualcosa di duraturo! Pio Esposito? Ha avuto il coraggio di ripartire dalla B”

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha concesso una breve intervista a FutNet in cui ha avuto modo di parlare della sua esperienza all’Inter e del sogno di vincere la Champions League. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.

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INTER – “So dove sono capitato, so qual è la mia responsabilità, so quello che vuol dire avere questa grande responsabilità. Ma soprattutto so che ho la responsabilità nei confronti dei miei giocatori e voglio creare una cosa che duri, una cosa che lasci qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società. Sto lavorando per quello. Ho mini obiettivi da raggiungere in breve tempo, perché non penso mai troppo a lungo termine, perché è partendo con i piccoli passi che puoi raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ti permettono poi di sognare più in grande”.

CHAMPIONS LEAGUE – “Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti. C’è una grossa differenza tra una partita di campionato e una di Champions. E non importa se è la fase a gironi o se è un ottavo. C’è una grossa differenza. Per quello che è la motivazione individuale di un giocatore, ma anche per quello che sono le motivazioni di una squadra. È un po’ come andare in Nazionale A, anche lì trovi qualcosa dal punto di vista motivazionale di diverso rispetto a quella che è la routine di un campionato di 38 partite giocate ogni domenica, che a un certo punto diventa un automatismo. C’è il rischio che dal punto di vista emozionale ti trasmetta poco, invece la Champions e la Nazionale ti danno sempre qualcosina in più. Non esiste una ricetta che ti dia la certezza che puoi vincere la Champions, non esistono i soldi che ti possono comprare una Champions, non esistono nemmeno idee che te la possano comprare. È una somma di tante cose, durante la stagione arrivi a un certo punto, ma tardi, tipo a marzo, e capisci a che punto sei. Perché oggi dire chi è la favorita, sì, sulla carta è semplice. Ma chi arriverà in fondo, chi ce la farà, non è altrettanto semplice da dire”.

PIO ESPOSITO – “Lui ha avuto il coraggio – nessuno lo racconta – di mollare la Primavera, di andare in un’altra realtà che è la Serie B, in un’altra città dove doveva dimostrare, ripartire da zero. In quel primo anno in Primavera, se non sbaglio, fece 17-18 gol. E la prospettiva era di farne 30 l’anno dopo. Ma ha scelto di andarsene. Lì abbiamo parlato della sua scelta e sono stato felice per lui. Poteva scegliere la strada più comoda, ma ha capito, andando in un altro posto, quanto doveva lavorare. E veramente ha lavorato tanto, perché anche dopo ci sentivamo spesso, mi raccontava un po’ quelle che erano le sue difficoltà, quello che era il suo lavoro, la sua ambizione, come si preparava a tutte le avversità che incontrava, affrontando dei difensori di un altro livello rispetto alla Primavera. In Prima Squadra l’ho ritrovato più pronto, più maturo, con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi, perché è importante anche questo”.

By Daniele Bertoni

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