L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato un corposo approfondimento alla complicatissima stagione vissuta finora dal Real Madrid.
Tralasciando l’ecatombe di infortuni registrata dai Blancos, l’ultimo quello a dir poco gravissimo al ginocchio di Rodrygo, tutto inizia – a detta della Rosea – dall’addio Casemiro, Kroos e Modric e dall’arrivo di Mbappé: il francese segna caterve di goal ed è senza dubbio il migliore dei suoi, ma non fa certamente lo stesso – fondamentale – lavoro che svolgevano i primi tre. Calpestando le stesse zolle di campo di Vinicius Jr., l’equivoco tattico aveva costretto lo scorso anno Carlo Ancelotti ad arretrare il raggio d’azione di Jude Bellingham, il quale dai 20 goal del suo primo anno in Spagna è conseguentemente passato a un bottino molto meno cospicuo.
C’è poi il tema allenatore. Xabi Alonso non aveva fatto bene ma neppure malissimo, a pesare sul suo esonero ci sarebbe però stata la spinta di alcuni consiglieri di Florentino Perez a ingaggiare Alvaro Arbeloa, con il quale molti dei primi condividono peraltro lo stesso entourage dell’attuale mister. L’ex terzino, se vogliamo, sta facendo anche peggio del suo precedessore…
Il vero nodo della questione, però, è il minor peso decisionale del patron delle Merengues: per la prima volta nella sua gestione, lo stesso ha infatti deciso di delegare la gestione societaria a persone di apparente fiducia. Col senno di poi, una scelta nefasta e non in linea con la sua gloriosa storia al timone del club più vincente di sempre.
