🚨 Spalletti ATTACCA il Torino: “Assurdo il comunicato che vietava i colori bianconeri. Tifosi bravi ad andare via”

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha parlato a Sky Sport del Derby, riservando anche (in chiusura) un attacco frontale al Toro e al comunicato in cui si “vietavano” i colori bianconeri.

“Vietare il bianco e nero in un settore dello stadio mi sembra un comunicato assurdo per gli sforzi che stiamo facendo per creare presupposti migliori. Sentire che viene vietato a dei bambini di mettere una sciarpa mi sembra assurdo. Auguriamo una pronta guarigione al tifoso. Dobbiamo combattere queste situazioni, non possono vincere queste cose. I tifosi hanno fatto bene ad andare via dallo stadio, il clima che bisogna vivere è altro.

Clima surreale per la partita, è iniziata un’ora dopo, quanto ha inciso nel secondo tempo anche il fatto di sapere i risultati delle altre?

“Io sono sempre l’allenatore che deve analizzare quello che è successo. È chiaro che può avere influito perché poi parlavano e chiedevano tutti quello quando sono rientrati negli spogliatoi. Però poi questo non toglie che ormai la partita l’avevamo in mano e la dovevamo concludere così. È proprio in queste partite qui che si vede il carattere delle persone, che si vede come siamo fatti dentro. È quando è tutto lì a disposizione, tu non ti accontenti di te stesso, vai a cercare qualcosa di diverso, vai a cercare qualcosa di più non è la stessa cosa avere due punti in piu o due in meno. Non è neanche la stessa cosa diventare differenti perché si riceve un risultato da un’altra parte, per cui è una crescita che dobbiamo assolutamente fare”.

L’anno scorso la Juve è andata in Champions all’ultima giornata col Venezia. Quest’anno abbiamo sbagliato qualche partita, ma non tante. La squadra si è sempre allenata bene, anche questa settimana, ha fatto le cose giuste. Dentro tutte queste partite, queste tensioni ed emozioni abbiamo anche pensato di farli riposare, perché vanno fatti sentire liberi. Sono tante le pressioni che subiscono queesti ragazzi, io non trovo altre soluzioni se non farli recuperare e non farli allenare. Abbiamo fatto bene a non fare questo e a non portarli in ritiro. Noi li trattiamo come persone mature, come uomini, altrimenti si tira fuori il kit del fallimento senza dare un percorso o un senso

Comolli ha detto che costruiranno una grande Juventus con Spalletti alla guida…

“È quello che ci si aspettava tutti, che è corretto in questa maniera. Perché poi noi abbiamo questo obbligo qui, noi abbiamo l’imposizione di creare i presupposti per giocare con chiunque a testa alta che poi voglia dire andare a lottare per vincere o lì vicino, va fatta per forza una squadra di livello, nel tentativo di colmare queste lacune che ci sono e che abbiamo visto un po’ in questi 6-7 mesi, anche se la squadra secondo me ha lavorato molto bene”.

È una questione di carattere o di obiettività che non ti ha permesso di arrivare all’obiettivo?
“Secondo me la differenza la fa sempre il carattere delle persone. La personalità a volte cambia, a volte si mette d’accordo, le personalità a volte si mettono d’accordo, Ci sono dei ragionamenti per sistemarsi. Il carattere è quello che non vuole ascoltare niente nessuno e sa quello che deve essere il suo obiettivo sempre, è una cosa differente e il carattere fa la differenza. Cioè il carattere è una di quelle qualità che contano quanto la forza fisica, quanto la tecnica, la testa del calciatore che non si lascia turbare, che non si deforma in dei momenti su dei campi contro degli avversari. Poi può perdere o vincere però si fa sempre allo stesso modo, perché se la gioca fino in fondo, perché gli episodi ti possono venire contro e ti possono dare ragione. Poi naturalmente ci sono I dubbi, tutti abbiamo dei dubbi. Tutti quando si entra in campo e hanno dei dubbi su quello che sarà la partita, su quello che sarà la prestazione che uno riuscirà a fare. Quando si rimane troppo dentro a questi dubbi, poi si diventa quello dubbioso per forza. Ad un certo punto bisogna venire fuori dal dubbio perché bisogna scegliere di fare delle cose. E far vedere quello che si sceglie, perché quella lì è la soluzione, Uno lì dentro ha dei dubbi, ma i dubbi li hanno tutti. Poi esce io e si va, Se vai tutte le volte ad avere dei dubbi su quello che ti succede, non hai carattere e non si può giocare nella Juventus perché quello è ciò che fa la differenza. No Il carattere difficilissimo da insegnare, si insegna la tecnica, si insegna la tattica ma il carattere è una qualità che hai. Poi ci sono dei calciatori che hanno quella roba lì addosso e gli si nota. Secondo me è difficile insegnarlo, è un po’ quello che abbiamo pagato durante queste partite qui. Questi up & down sono presi da alcuni momenti ed alcune interpretazioni”.

By Alessio D'Errico

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