🤔 Saelemaekers: “Bologna passo importante, a Roma non mi hanno capito. Sul Milan…”

Il giocatore del Milan, Alexis Saelemaekers, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Ecco le sue parole:

“Tante persone mi dicono che sul campo sono una persona diversa rispetto a quella che sono fuori. È una cosa che non mi pesa, ma un po’ mi dispiace perché la gente non può conoscermi veramente. lo quando faccio le cose le faccio sempre al 100% e con tanta emozione, per questo a volte non so regolarle e mi escono al 100%”

Cosa racconta ai suoi genitori del suo lavoro?

“All’inizio era difficile perché essendo giovane parlavo tanto di calcio. Poi hanno capito che per me è importante parlare di altro per staccare, anche perché se si parla di quello io e mio papà litighiamo, non abbiamo la stessa visione (ride, ndr). Non ha mai giocato a calcio, ma pensa di essere Cristiano Ronaldo e Messi, che prendi la palla e salti facilmente 4 giocatori”

Qual è stato un momento nel quale loro sono stati fondamentali, magari un dopo partita?

“All’Anderlecth una volta avevo giocato veramente male, ma a me andava bene lo stesso, mi accontentavo un po’ troppo. Credo sia una cosa buona che non esultino quando le cose vanno, ma anche che mi dicano di svegliarmi quando mi siedo. Sanno che la mia vita è il calcio e che se lo faccio non sarò felice in futuro. Sono stati importantissimi nella mia carriera, non volevano che giocassi a calcio e mi hanno educato a lavorare duramente. Troppo spesso oggi i ragazzi vengono spinti a giocare dai genitori, a mio papà invece piaceva più la ginnastica, quindi non avevo mai la pressione da parte loro. Una persona che non capisce i sacrifici che fai non può capire. Nel calcio ci sono tanti soldi, si sa, ma per me era importante vivere della mia passione, ho iniziato per quello”

Ci racconti un po’ qualcosa di se stesso.

“Mi piace il golf, con Pulisic abbiamo detto che saremmo dovuti andare, ma ancora… Lo faremo con le giornate più belle. Lo Scudetto con il Milan è stata la cosa più importante per me, così come il trofeo MVP del match contro il Salisburgo. Ho ancora un po’ di spazio per un altro trofeo nella mia parete, speriamo di mettercelo tra poco (ride, ndr).

Ci racconti la sua avventura al Bologna.

“In una parola la definirei… Sorpresa. Era un momento in cui mi ero sentito un po’ messo fuori dal Milan, anche per colpa mia, ma non mi sentivo più me stesso. Essendo uno del Milan, quando arrivi al Bologna pensi che farai la differenza, so che sono un giocatore di alto livello. I giocatori che erano intorno a me però lavoravano talmente tanto che erano di alto livello e io non facendolo ho realizzato quanto sia importante. È stata dura all’inizio, mi innervosivo un po”, ero molto più emotivo. Bologna è stato il primo passo più importante della mia carriera”

Poi ci descriva invece il suo passaggio alla Roma.

“In una parola direi maturità. Loro hanno visto il mio atteggiamento come una cosa contro di loro… Sono sempre rimasto lo stesso, ma non lo hanno accettato e lo capisco. Tifando una squadra, vedere un mio ex giocatore fare ciò che ho fatto io avrei reagito ugualmente, ma ci tengo a ringraziarli tantissimo. Non ho mai avuto un pensiero negativo verso i giallorossi, ho fatto di tutto per la maglia che indossavo”

Cosa rappresenta la Nazionale belga?

“Orgoglio. La prima volta che sono andato ad allenarmi non sei neanche concentrato sul calcio, vedi cosi tanti calciatori che vedevi da bambino… Come quando passi davanti ai negozi di caramelle”

By Fabio Tognini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post correlati