Ruud Gullit, ex centrocampista del Milan, ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato dell’imminente sfida contro la Juventus e della cessione di Rafael Leao. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.
Ruud, che effetto le fa vedere il suo Milan fuori dalla Champions?
“Mi dispiace, certe squadre hanno la Coppa nel loro dna. Lo scorso anno i rossoneri sono andati a un passo dalla qualificazione, ma proprio sul più bello hanno sprecato mesi di duro lavoro. Spero di rivederli presto al top, però per arrivare in alto c’è bisogno di giocatori che in campo sappiano fare le scelte giuste”.
Ai suoi tempi era un’altra storia.
“Sì, soprattutto in termini economici. E non parlo soltanto del Milan, dove c’era Berlusconi che chiacchierava con i calciatori e raccontava dei grandi affari che lo tenevano impegnato. I club italiani erano quelli più ricchi e tutti i giocatori sognavano la Serie A. Adesso c’è la Premier, poi la Liga spagnola. Serve pazienza, prima o poi le cose cambieranno”.
Tra le escluse d’eccellenza, quest’anno c’è pure la Juventus. E oggi i rossoneri giocano a Torino.
“L’anno scorso ho visto Milan-Juve a San Siro, è stato un disastro. Zero gol, zero spettacolo. Sulla carta doveva essere un big match e invece… Spero che stavolta cambi qualcosa”.
Il 10 gennaio 1988, proprio in casa della Juventus, fu lei a decidere la sfida con i bianconeri con un’incornata rimasta nella storia. Ogni tanto ci ripensa?
“Ho fatto gol più belli, ma quello fu speciale perché si rivelò decisivo. Ricordo che Tacconi fece una serie di belle parate, avevamo bisogno di sbloccarla e da calcio d’angolo arrivò la palla giusta. E poi era la mia prima rete contro la Juve…”.
Adesso, in casa Milan, si aspettano tanti gol da Gonçalo Ramos. È l’uomo giusto per sfatare il tabù dei centravanti rossoneri?
“Gonçalo mi piace, però non si può pensare che un attaccante riesca a risolvere tutti i problemi. Quanti palloni gli arrivano? Come giocano gli altri, che dovrebbero servirlo in area di rigore? Ramos merita fiducia, ma ha bisogno di essere supportato dal resto della squadra”.
Faccia un pronostico: chi è più forte tra Juventus e Milan?
“È difficile dirlo dopo appena due partite. Spalletti è bravo, mentre il Milan ha preso Amorim e sta puntando su un mix di calciatori giovani ed esperti. Chi cambia tanto ha sempre bisogno di tempo e questo Milan deve lavorare per ritrovare la fiducia”.
Passiamo al mercato: condivide la scelta di salutare Leao?
“Mi dispiace per il ragazzo, però ormai la storia d’amore con il Milan era finita”.
Nel 2023, al Maradona, Rafa percorreva tutto il campo palla al piede, dribblava gli avversari come birilli e faceva segnare un gol facile a Giroud nei quarti di Champions. Per qualche tempo si azzardò un paragone tra Leao e Gullit, che proprio a Napoli nel 1988 andava via sulla fascia nella stessa maniera.
(Ruud alza gli occhi al cielo e sorride, ndr) “Sa qual è la differenza tra un giocatore forte e un fuoriclasse? Certe cose, se sei un fuoriclasse, non le fai soltanto una volta. Van Basten lasciava tutti a bocca aperta ogni volta che scendeva in campo, Leao ci riusciva in una partita su dieci. È un peccato, perché il potenziale non manca”.
A proposito di Van Basten: in Serie A oggi c’è un altro olandese che sembra inarrestabile.
“Malen? È forte, sono contento che sia partito segnando così tanti gol. E sono curioso di vedere la sua Roma in Champions League. La squadra di Gasperini, così come il Como, è una bella sorpresa. Fabregas mi ha stupito”.
L’Inter negli ultimi anni ha sfiorato due volte il trionfo in Europa. È ancora tra le favorite?
“Le delusioni capitano, però Lautaro e compagni sanno come si arriva in fondo. In generale, Bayern Monaco, Barcellona, Paris Saint-Germain e Real Madrid restano un passo avanti. Il ritorno di Mourinho in Spagna e in un top club mi intriga, spero possa fare bene. E vi dirò: occhio pure al Manchester City, anche se quest’anno non parte in primissima linea”.
Ai suoi tempi, con un tipo come Gullit in campo, sembrava molto più facile vincere la Coppa. Oggi c’è un giocatore che sposta gli equilibri?
“Ogni club ha i suoi punti di forza e le sue debolezze: vedo tante squadre che sono brave ad attaccare ma poi non sanno difendere. Certo, uno come Lamine Yamal farebbe comodo a tutti…”.
