Ore d’attesa per Scott McTominay dopo l’insorgenza di una “lieve aritmia benigna” per cui sarà necessario “un intervento di correzione mediante ablazione (PFA)“. Il rientro, come specificato dal club, dopo la pausa per le nazionali.
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Luigi Piccenna, cardiologo – e grande tifoso del Napoli – che per oltre quarant’anni ha lavorato in Medicina d’Urgenza all’ospedale “Antonio Cardarelli” di Napoli, ha parlato nello specifico del caso. Queste le sue parole al Corriere dello Sport:
Dottore, cos’è un’aritmia benigna?
“Le aritmie sono un’alterazione del ritmo cardiaco. Non è il normale ritmo sinusale del cuore ma c’è, appunto, un’alterazione, un ritmo diverso, insolito. Le aritmie si dividono in sopraventricolari e ventricolari. Quelle benigne sono le prime, come la fibrillazione atriale parossistica, diversa da quella permanente perché dura poco e recede spontaneamente. Ovviamente le aritmie ventricolari sono quelle maligne, quelle rischiose. Nel caso di McTominay parliamo ovviamente di un giocatore con un cuore sano che altrimenti non avrebbe potuto giocare con quelle temperature e a quei ritmi domenica al Maradona contro il Como“.
Come ci si accorge di un’aritmia?
“Un atleta conosce benissimo il proprio corpo essendo sottoposto a sforzi continui e viaggiando a frequenze più alte delle persone comuni. Accorgersi di un’alterazione del normale ritmo sinusale del cuore è facile perché è come sentire un rotolamento all’interno del cuore che subito ti fa capire che c’è qualcosa di strano, di anomalo“.
In che consiste l’intervento di correzione mediante ablazione?
“La PFA è un tipo di ablazione a campo pulsato, l’acronimo in inglese di Pulsed Field Ablation. È una tecnica abbastanza recente e non è termica. Si utilizza soprattutto per la fibrillazione atriale. Sfrutta impulsi elettrici brevissimi ad alta intensità che vanno a colpire le cellule deputate a quell’aritmia. È un’indagine molto selettiva. Le membrane delle cellule miocardiache vengono bucate e muoiono“.
Quali sono i termini di recupero per interventi del genere?
“Di solito si parla di due o tre giorni di degenza, quattro o cinque di riposo e poi nell’arco di una settimana o al massimo dieci giorni, e dopo i normali esami di controllo come l’Holter cardiaco per escludere complicanze, l’atleta può ritenersi pronto a ripartire e a ricominciare“.
Di solito c’è il rischio di complicanze?
“No. Come detto, la PFA è un intervento molto selettivo perché va a colpire direttamente le cellule che sono state la causa dell’aritmia. È mirato e non va a ledere le strutture vicine. In sintesi, concludo dicendo che la fibrillazione atriale, che si presenta in cuori sani come nel caso di McTominay, può essere un episodio isolato nella vita di una persona e quindi non ripresentarsi più“.
Al tifoso, ora, chiediamo: quanto perderà in queste settimane il Napoli senza Scott?
“Perderà molto a centrocampo ma anche in attacco visto che McTominay ha sempre segnato come una punta. Per fortuna, anche per il tipo di intervento a cui verrà sottoposto, rientrerà bene sia fisicamente che psicologicamente. Quando risolvi un problema del genere migliora anche la tua qualità di vita. Sei più sereno“.
