Grosso, tecnico del Sassuolo, ha parlato in vista della gara contro il Lecce. Queste le sue parole, riportate da TMW:
Mancano due giornate alla fine, come si lavora in questi ultimi tempi? Quali sono le motivazioni?
“Ci sono un insieme di cose, ci sono dei numeri belli da raggiungere, tante cose che possiamo mettere dentro, ovviamente in primis c’è la responsabilità di sentire di voler continuare a fare partite serie come abbiamo sempre fatto, poi all’interno di questa riflessione ci sono vari spunti, decidere chi può iniziare la gara, ovviamente il primo criterio è la salute e ultimamente abbiamo perso qualche ragazzo ma ne abbiamo a disposizione a sufficienza per mettere in campo una squadra che possa continuare a fare questo percorso. Non è uguale avere 49 o 50 punti, non è uguale finire con un gol o due, tutti spunti che abbiamo presenti e dobbiamo mettere in pratica contro un avversario che vorrà raggiungere il suo obiettivo e sarà supportato da tantissime persone. È una partita di calcio. Dobbiamo tirare fuori le nostre qualità per fare gara piena, seria, per cercare di aggiungere punti a questo percorso strepitoso che abbiamo fatto”.
Un tema può essere l’approccio negativo che avete avuto spesso?
“Tanti spunti, dipende quali vogliamo sottolineare perché ultimamente abbiamo fatto bene in avvio, penso al Milan ma anche a Torino con la Juve. Le partite le stiamo facendo poi sono i dettagli che le indirizzano e per farlo devi essere motivato dentro e noi le motivazioni dentro le abbiamo. Dobbiamo essere responsabili, rappresentiamo un club bello con una grande proprietà e cercheremo di farlo anche domani”.
Come sta Idzes?
“Per ora c’è chi sta meglio di Idzes, mettiamola così. Abbiamo fuori Boloca, Candé, Romagna, Vranckx e Walukiewicz. Pieragnolo si sta allenando con noi ma gli farò riassaporare il campo. Idzes c’è il punto interrogativo. Forse verrà qualche ragazzo della Primavera a disposizione, ma questi sono tutti quelli che non ci sono”.
Laurienté ha rinnovato: cos’è stato Laurienté? Si punta su di lui per il prossimo anno…
“Sono contento per Armand, un bel segnale dare continuità e oggi quando lo vedrò gli farò i complimenti e gli dirò che sarà una responsabilità per colmare le aspettative che ci sono. Complimenti a lui e complimenti al club che è riuscito a prolungare il contratto”.
Cos’è successo con Muric?
“Ognuno poi si deve prendere le responsabilità delle decisioni che prende e delle decisioni che fa. Ha deciso di esporre un suo pensiero ma queste sono cose della società. Io con lui ho un ottimo rapporto, continueremo a decidere le cose di campo sul campo”.
Il Lecce dovrà arrivare qui con una mentalità più offensiva perché cerca punti. È pensabile una gara in cui si fa sfogare l’avversario per poi andare in velocità a colpirli? La piazza poi pensa al 3-0 di due anni fa che ha mandato poi giù il Sassuolo: è una motivazione in più?
“All’andata è stata una partita difficile. La squadra è organizzata, conoscete e conosco l’allenatore, hanno determinate caratteristiche ma sono impelagati nella lotta salvezza e se la giocheranno fino all’ultimo respiro. Attaccano bene la profondità, hanno dei punti deboli come tutte le squadre, ci saranno tante partite all’interno della partita e bisognerà riconoscere i momenti. Capiremo bene gli interpreti, ogni tanto nella testa mi passa l’idea di provare a stimolare questo gruppo facendo qualcosa di diverso, vediamo. Sicuramente vogliamo fare partita seria come stanno facendo tutti, perché è giusto così, e come sempre che riesca a vincere la squadra che l’ha meritato di più”.
La Gazzetta dello Sport ha parlato molto bene di lei: si sente più Clark Kent o Super Man?
“Il mio pensiero è che non è importante cosa appare di più, è importante essere se stessi. Sono pieno di difetti come tutti noi. Hai tanti ragazzi che ti guardano in questo ruolo e la caratteristica che ti permette di andare avanti con serietà è essere se stessi, poi si può migliorare nel tempo, ma io ho sempre provato a non imitare gli altri e provo solo a essere me stesso”.
La Serie A quanto è più difficile della B? L’undicesimo posto in A vale il doppio del primo in B?
“Per me è stato difficilissimo anche l’anno scorso perché quando le cose finiscono e spesso le raggiungi rimangono spesso le sensazioni positive del finale invece non è affatto semplice, basti pensare a tanti club attrezzati che fanno fatica a fare quello che abbiamo fatto noi l’anno scorso. Fare il campionato che abbiamo fatto noi è difficile, è altrettanto difficile fare il campionato che abbiamo fatto noi da neopromossa, portando avanti le idee con coraggio. Non mi piacciono i paragoni perché non dimentico le difficoltà e le soddisfazioni dell’anno scorso”.
Di Francesco disse che il Sassuolo senza centro sportivo non poteva raggiungere la Champions. Con il centro sportivo a disposizione sognare la Champions è vietato?
“Domani glielo potete chiedere (sorride, ndr). Questo è un club solido, serio, il centro sportivo ha dato prestigio. Trovandosi in questa posizione e ricordarsi da dove sono partito per me è motivo d’orgoglio”.
L’elogio del piazzamento: tra l’ottavo e il sedicesimo cambia tanto, per l’italiano medio o vinci o non conta nulla. Però c’è una differenza abissale…
“Per me non è uguale niente, se vuoi cercare di fare qualcosa in più devi cercare di farlo. Non mi sono mai accontentato, delle volte ho abbassato, altre volte l’ho riportata su. Io sono ambizioso e provo a trasferire questa sensazione che ti permette di alzare il tuo livello personale e ti permette poi di collegarlo e alzarlo con la squadra. Io affronto così lo sport ma anche la vita”.
