❗ Marlon: “Amo De Zerbi. Mi volevano Napoli e Lazio, ecco perché sono tornato in Brasile”

Tornato in Brasile, dov’è stato riaccolto dalla sua Fluminense, Marlon – difensore nella scorsa stagione al Monza e con un recente passato anche al Sassuolo – ha parlato a gianlucadimarzio.com: “La finale di Copa Libertadores contro il Boca? È la partita più importante della mia carriera. Una gara molto particolare perché la gioco con la squadra in cui sono cresciuto, davanti a una tifoseria che mi vuole bene. Un fioretto? No, nessuna promessa. Ci penserò caso mai dopo l’eventuale vittoria. Dobbiamo vivere con rispetto questa partita perché è la più importante, non solo per me, ma per tutti i componenti della squadra.

Tornato al Flu? Ho deciso così per avvicinarmi al mio obiettivo. In tanti avranno pensato che l’ho fatto per stare vicino alla famiglia e agli amici, ma io voglio vestire la maglia della Selecão. Diniz (allenatore della Fluminense e CT ad interim del Brasile, ndr)? Ha carattere, fame di vittorie ed è molto preparato. Oltre alla sua filosofia di gioco studia i dettagli dell’avversario. Ha tante idee che sta sviluppando in modo concreto sul campo, per questo se ne parla bene sia qui che in Europa. Sono orgoglioso di lavorare con lui. Ha una prospettiva gigante e in futuro lo vedrei bene nel calcio europeo.

Delle belle esperienze con allenatori che giocano tanto la palla, come De Zerbi e Luis Enrique. Negli ultimi anni mi è mancata questa idea di giocoAl Monza, allo Shakhtar e al Nizza sono cresciuto tanto, ma c’era uno stile differente. Qui al Flu ho ritrovato quel modo di giocare che avevo lasciato quando me ne ero andato. La gente qui vive il calcio con molta più passione. Sono molto contento. Abbiamo 3 partite a settimana e di conseguenza tanti voli, ma quando giochi spesso ti diverti, specie se vinci.

A maggio mi è stato chiesto se volessi continuare: c’è stato un incontro tra Galliani e il mio agente, volevano sapere se fossi disponibile a rimanere un altro anno in prestito, io gli risposi che ero felice, ma che ci avrei dovuto pensare e alla fine decisi così. Avevo una buona offerta da parte del Nizza, Napoli e Lazio si erano interessate, così come anche il Borussia Monchengladbach. Ma non mi avrebbero dato quella visibilità che cercavo.

È una bravissima persona e sta facendo benissimo. Non mi aspettavo altro da lui. Anzi, la sorpresa è stata quando ho letto che iniziava ad allenare, anche se sapevo quanto fosse grande la sua passione. Poi ho visto qualche sua partita e mi sono detto: “Cavolo! Quante cose belle”. Vedendolo ti rendi conto di come si possa espandere questa idea di gioco propositivo che ha Roberto. Farioli è intelligente, sa gestire un gruppo e quando lo vedevo lavorare con i portieri mi rendevo conto che era molto rigido e aveva chiari i suoi obiettivi. Se fai così, il risultato arriva. Spero che possa continuare così al Nizza, dove c’è anche il mio amico Dante.

Palladino? Ricorda Gasperini ed è molto efficace: tanta aggressività, intensità e tecnica. È un allenatore di prospettiva, sta facendo bene, ma ha ancora tanti margini di miglioramento. Colpani? Per essere uno che giocava poco in Serie B vederlo adesso fare così bene in Serie A può sembrare sorprendente. In allenamento si vedeva che era forte, non solo tecnicamente, ma anche mentalmente. Secondo me, prima di essere un grande giocatore, devi essere una grande persona, quello è il suo caso. Sono sicuro che farà strada.

Parlare di De Zerbi per me è sempre un onore, ma sono anche in difficoltà perché mi sono innamorato del suo calcio.Sono il fan numero uno. Oggi si vede quanto è migliorato, ma a Sassuolo sapevamo già quanto fosse bravo, per via dei movimenti che ci faceva fare e la libertà che ci dava. Ogni tanto lo sento per messaggio. Guardando alcune squadre come Milan, Napoli, Fiorentina, Bologna e Sassuolo, si può notare qualche punto in comune con quelle di De Zerbi. Già al Foggia aveva quell’idea che si è sviluppata grazie al suo coraggio. Ha dato tanto al calcio italiano.

 

By Redazione PianetaChampions

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