21
Nov
Il calcio, evitando qualsivoglia declinazione di una nostalgia che non ha ragione di esistere, con il passare degli anni è diventato espressione di un turbo-capitalismo che ha svuotato determinati contenitori, con convinto riferimento a quelli dai quali poter attingere peculiarità, valori, sensazioni più istintive che meccaniche e razionali. Quello che resta il Gioco più bello del mondo ha subito – o generato – un’evoluzione tale da rendere davvero complicato trovare soggetti atipici, lontano dalla ripetitività dei comportamenti e degli atteggiamenti, fieri sostenitori della bellezza (e importanza) dell’unicità. Discorso, quello portato avanti, che riguarda qualsiasi categoria, in Italia così come altrove.…