Il ritiro del Portogallo si è trasformato in una polveriera. L’abbandono del ritiro di Copenaghen da parte di Cristiano Ronaldo, volato a Madrid a bordo del suo jet privato, certifica una frattura ormai insanabile con il commissario tecnico Jorge Jesus. Una crisi esplosa in pochi giorni, che mette a rischio il futuro in Nazionale del fuoriclasse lusitano. Ecco la ricostruzione dettagliata delle ultime ore.
IL PATTO INIZIALE E LA SFIDA CON IL GALLES
Nonostante i malumori e le indiscrezioni della vigilia, il ct Jorge Jesus aveva inizialmente scelto la via del dialogo, convocando Cristiano Ronaldo per i quattro impegni di Nations League e stabilendo un piano di gestione condiviso. L’accordo prevedeva l’impiego del numero 7 nel primo match contro il Galles e nel quarto contro la Norvegia. Il piano ha funzionato regolarmente nella prima uscita: contro la nazionale gallese, Ronaldo è partito titolare, disputando i primi 66 minuti e trovando anche la via del gol (poi annullato). Un avvio che sembrava aver dissipato le nubi.
IL CAMBIO DI PROGRAMMA E LA PANCHINA CONTRO LA NORVEGIA
La tensione è esplosa improvvisamente la mattina della seconda partita, contro la Norvegia. Jorge Jesus ha cambiato i piani, comunicando a Ronaldo che la squadra aveva bisogno di lui e preallertandolo per l’ultima mezz’ora. Al 51′ la gara è bloccata sull’1-1, complice la rete di Haaland, e CR7 inizia il riscaldamento a bordocampo. Al 54′, tuttavia, il Portogallo trova il gol del vantaggio. Con l’obiettivo di difendere il risultato, il ct decide di non effettuare la sostituzione, lasciando Ronaldo a scaldarsi a vuoto per mezz’ora. Al triplice fischio, l’attaccante lascia lo stadio visibilmente infuriato.
L’AMMUTINAMENTO NEL RITIRO IN DANIMARCA
La frustrazione accumulata in panchina si è trasformata in aperto dissenso il giorno successivo. Arrivata in Danimarca per proseguire la preparazione in vista del match di Copenaghen, la squadra si è radunata per la consueta seduta di allenamento, ma il capitano ha scelto la linea dura. Ronaldo ha disertato il lavoro sul campo con i compagni, preferendo rimanere in hotel e isolarsi all’interno della palestra per una seduta in solitaria, inviando un segnale inequivocabile di distacco.
LA CONFERENZA DELLA DISCORDIA E LA FUGA A MADRID
La definitiva rottura si è consumata in seguito alle parole pronunciate da Jorge Jesus davanti ai microfoni. Interpellato in conferenza stampa sui malumori della sua stella, il ct ha derubricato l’accaduto: “È solo un momento di frustrazione che dura 10, 15 o 20 secondi”. Una minimizzazione che ha fatto infuriare ulteriormente Cristiano Ronaldo, unita alla chiosa del tecnico sull’impiego futuro (“Se avrò bisogno di lui, entrerà”). Sentendosi non tutelato, CR7 ha preso la decisione estrema: ha abbandonato definitivamente il ritiro e si è imbarcato sul suo jet privato con destinazione Madrid.
ADDIO DEFINITIVO ALLA NAZIONALE?
Quella che doveva essere una normale finestra internazionale rischia ora di trasformarsi nell’epilogo più burrascoso della carriera di Cristiano Ronaldo con il Portogallo. Il clamoroso strappo istituzionale e tecnico mette in forte dubbio il futuro in nazionale del miglior marcatore della storia lusitana, un’avventura da 146 gol in 234 presenze arrivata forse a un punto di non ritorno.
