📣 Fiorentina, Vanoli: “Atta e Dragusin OK! Beto o Pellegrino? Vi dico la mia”

L’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida in programma nella giornata di domenica contro il Napoli.

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Queste le sue parole:

La partita del Napoli è un po’ un test?
“Questa squadra ha bisogno di guardare al futuro. Il Napoli è forte, che due anni fa ha vinto lo scudetto. Sarà una bella sfida da giocare con coraggio, ma serve lavorare su noi stessi”.

Come sta la squadra?
“Noi stiamo bene. Atta non c’era in Coppa per un lavoro di continuità fisica, gli manca ancora qualcosa. Dragusin aveva sentito un indurimento ma va tutto bene”.

Tante assenze nel Napoli: qual è il pericolo numero 1?
“Hanno una rosa ampia e forte che lotterà per lo scudetto. Ci sono tanti giocatori da temere perché all’interno della partita possono risolverla. Io sono innamorato di De Bruyne e pesno possa darci fastidio: ha classe, attacca gli spazi, detta il ritmo, ha personalità”.

Fagioli e Oulai sono una possibilità?
“Indipendentemente da tutto questa squadra ha bisogno più del doppio play che di un play solo. Siamo una squadra con talento da metà campo in avanti. A volte il doppio play può diventare anche uno solo perché Oulai può anche attaccare la profondità. La parola d’ordine è equilibrio. Oggi il calcio situazionale si è fermato, c’è l’interpretazione degli spazi e noi abbiamo giocatori con questa qualità. Ma se non pensassimo che il Napoli possa farci soffrire saremmo presuntuosi. Io voglio vedere una squadra, poi tutte le cose possono essere aggiustate”.

Quanto diventa importante sentirsi parte attiva, anche quelli che iniziano dalla panchina.
“Molto. I cinque cambi cambiano il 50% della squadra. Ho la fortuna di avere tanti titolari che possono dare il loro contributo: Pellegrino, Goncalves, Gnonto che per me contro il Pisa è stato il migliore in campo. Ai ragazzi ho sempre detto che serve partire da questo: ognuno deve dare il proprio contributo, questo fa parte del lavoro dell’essere squadra. Tutti devono sentirsi importanti per i compagni”.

Quanto è importante fare gruppo? (ieri c’è stata una grigliata al Viola Park, ndr)
“La forza della comunicazione è ottenere le cose e appena ho detto che c’era una grigliata subito si è fatta (ride, ndr). È stato bello: i ragazzi ci tengono a stare insieme e a volte queste cose qua sono importante altre per come vedo la costruzione di un gruppo. E’ importante far esprimere a questi ragazzi giovani la loro gioia, dentro e fuori dal campo”.

In attacco ci sono preferenze tra Pellegrino o Beto?
“Quando hai una rosa con due giocatori così importanti in rosa è un vantaggio per l’allenatore poter scegliere. Per un attaccante il primo obiettivo deve essere il gol ma adesso è fondamentale giocare per la squadra. Sono due giocatori diversi che possono dar sfogo alla squadra in modo diverso. Un tecnico scegliere per tanti motivi e io ho la fortuna di poter scegliere”.

Questa Fiorentina può permettersi due terzini offensivi come Jimenez e Valdepenas?
“Nella difesa a 4 i terzini sono i ruoli più importanti. Victor sta crescendo e in prospettiva può diventare veramente importante. Ma anche lì ho la possibilità di far giocare Viery, altro ragazzo che mi ha sorpreso per voglia e determinazione. Anche questo è un processo a cui voglio arrivare, ma come ho detto serve sempre equilibrio. Oggi l’importante è lavorare, poi all’interno della partita ci possono essere varie strategie”.

C’è un rigorista preciso?
“Goncalves ha dimostrato di essere un bravo tiratore, così come Mastantuono. Poi in campo è giusto che ognuno abbia la sua personalità. L’importante è mettere al primo posto la squadra e non l’egoismo personale”.

Che giocatore ha trovato in Goncalves?
“Lo conosciamo benissimo, ha grande capacità tattica, conosce gli spazi. Si vede nelle sue statistiche. Ci ho parlato per capire dove lui si potesse esprimere meglio, gli piace più giocare dentro al campo. Lui e Atta quando giocano tra le linee sono veramente importanti perché saltano l’uomo e capiscono gli spazi. Poi si è messo a disposizione per giocare anche largo”.

Che partita si aspetta contro Allegri?
“Max è un grande allenatore, un vincente, che ha la capacità di capire subito le qualità della sua squadra. Il fatto di aspettare è una strategia per questo servirà essere ancor più bravi. Non dobbiamo crederci belli se ci lasciano palleggiare perché c’è la fase difensiva, servirà che i difensori facciano bene le preventive perché Hojlund in Serie A è tra i più veloci in campo aperto. Allegri ha la capacità di saper rallentare il gioco e dei giocatori con un curriculum importante. Noi però dobbiamo costruire un’identità precisa con un lavoro preciso. Questo è l’anno 0 per costruire il futuro”.

TMW – Ci spiega se Dodo è ancora dentro al progetto?
“Per me tutti i giocatori, specie quelli che conosco io, sono dentro il progetto. Magari sono cambiate le gerarchie e dovrà pedalare per trovare un posto. Ma io in vita mia non ho mai fatto fuori nessuno. Da quando sono qui Dodo si sta allenando benissimo: magari dovrà essere più bravo di altri per avere un posto in campo. Il resto non conta nulla. Poi sappiamo che le cose possono cambiare: guardate cosa è successo a me…”.

By Nicolò Volonterio

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