❗️ Gasp: “CDK faccia ciò che fa con l’Empoli anche contro il Real! Su Scudetto, Juve e Motta…”

Gian Piero Gasperini, tecnico e principale fautore del miracolo Atalanta, è intervenuto sulle colonne di SportWeek soffermandosi su numerosi temi legati alla propria carriera.

“Ho conosciuto Ventrone e Bangsbo che hanno dato una svolta secca alla preparazione atletica. Anni importanti alla Juventus, anche perché Moggi mi faceva viaggiare molto e vedevo tanto calcio. Mi mandava a visionare i giocatori dicendomi che ogni relazione doveva concludersi con un giudizio: da Juve o no. Andai a studiare Van Der Vaart e Heitinga, segnalai Chivu, poi Palladino a Benevento”.

“I miei discepoli quasi tutti hanno giocato insieme, nello stesso Genoa. Thiago da noi è rinato, ma tatticamente siamo molto diversi, ha sviluppato altre idee. Le sue difficoltà alla Juve sono normali. A Bologna ha trovato ottime soluzioni in uscita bassa, l’ho ammirato e studiato, ma la Juve è un altro mondo. Thiago è giovane, farà altre conoscenze e maturerà: è bravo e ce la farà. Gli sono affezionato, lo inviterò a cena a casa mia a Torino. Yildiz è tanta roba, ha talento e potenzialità. Uno di quei giovani su cui è bello lavorare, tipo De Ketelaere, Hojlund, Lookman… Accanto a loro, i Kolasinac e i De Roon, il nucleo forte: saranno i Thiago e Palladino di domani”.

“Il prossimo step per De Ketelaere deve essere quello di fare contro Inter e Real Madrid ciò che fa con l’Empoli. Sono le sfumature che ti fanno vincere. E gli aggiustamenti continui ci rendono imprevedibili, pur mantenendo fermi i nostri principi”.

“Percassi? Il primo incontro a casa sua, la prima volta in Champions, a Reggio Emilia… Ma soprattutto la notte di Dublino, gli occhi brillavano. Era il 22 maggio, compleanno di mio padre perso nel 2012. Non credo a certe cose, ma quando hanno annunciato la data della finale ho chiesto a papà di farmela vincere”.

“Essere primi in Serie A a Natale era inimmaginabile, bello soprattutto per la gioia della nostra gente che canta ‘Vinceremo il tricolor’. Però non firmo per niente”.

By Nicola Cosentino

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