⚪️⚫️ Gazzetta – L’attacco della Juventus si è prosciugato: Chiesa e Milik ❌, senza Vlahovic non si segna

La Gazzetta dello Sport, attraverso il proprio sito, ha commentato le nette difficoltà della Juventus nelle ultime uscite a trovare la via del gol: “Aiuto, mi si è prosciugato l’attacco: iniziato il 2024 con 18 gol in cinque partite, coppa Italia compresa, sul più bello la Juventus si è fermata a una sola rete nelle ultime tre partite, nessuna delle quali vinte, col solo striminzito pareggio casalingo con l’Empoli: se la sconfitta a San Siro con l’Inter capolista ha un senso, i 7 punti di divario attuale in classifica (con una partita in più) affondano fortemente le radici nell’aver perso cinque punti su sei nelle ultime due partite allo Stadium contro due squadre in lotta salvezza. Tanto più che se l’unico gol di questo frangente lo ha segnato Vlahovic, al culmine di una serie di sette gol in sei partite, la sua assenza con l’Udinese era una chiamata obbligatoria per chi doveva non farlo rimpiangere. E invece sono i primi ad aver deluso.

Arkadiusz Milik l’aveva combinata grossa già con l’Empoli: su quello stop interno pesa fortemente aver giocato gran parte della serata in dieci per la prematura espulsione del polacco. Si farà perdonare sul campo, segnando, disse a suo tempo il connazionale Szczesny. Alla prima occasione, stavolta che di lui c’era bisogno, ha steccato ancora. Gran lavoro complessivo, con un rigore reclamato e un pallone insaccato e non è colpa sua se il corner di Chiesa da cui è nato aveva superato la linea di fondo. Ma è responsabilità di Arek per quel colpo di testa a fine primo tempo centralissimo davanti porta che ha fatto fare un figurone a Okoye. Ed è responsabilità tutta sua se poco dopo il gol dell’Udinese sul tiro-cross di Cambiaso è arrivato a metterci il piede ma toccando malissimo e sparando alle stelle una palla solo da appoggiare.

Federico Chiesa non ha fatto molto meglio: ci ha provato da fuori, ha provato ad accendersi ma lontanissimo dalla porta, da fermo invece che in corsa non è andato oltre un paio di dribbling, e ha finito per perdersi, ostacolato anche da scelte tattiche che gli hanno complicato la vita invece di semplificargliela, a partire dalla scelta di mettergli Yildiz nella stessa zona. E da lui ci si aspettava anche di più che da Milik, per la storia della sua annata: era la prima da titolare negli ultimi due mesi, in cui metà delle otto partite le ha proprio saltate, con in più la vicenda del contratto da rinnovare e di fianco la crescita di Yildiz a metterne in discussione il posto fisso. E invece da tanta volontà stavolta ha spremuto niente. Tant’è che nel secondo tempo, proprio quando serviva accelerare, e ribaltarla, la Juve non ha neanche mai tirato nello specchio. Non segnare per due partite di fila alla Signora non succedeva da aprile scorso, nel pieno di un altro momento di crisi: il trittico di sconfitte con Lazio, Sassuolo e Napoli. E l’Inter se ne va. In gran parte neanche per colpa dello scontro diretto”.

By Francesco Fedele

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