Cosa deve fare Rafael Leao per essere dominante? La risposta – fornita da “La Gazzetta dello Sport” attraverso il proprio sito – è facile: segnare. Ecco l’analisi: “Se Rafa Leao fosse un omino del Subbuteo, Stefano Pioli, con un colpo di dito, lo spingerebbe verso la porta. Il Milan che nelle due partite di Champions e nella mezza in parità numerica con la Juve ha dettato il gioco e creato tanto senza produrre gol, ha bisogno di spendere meglio il grande talento offensivo del portoghese.
Assurdo che un ragazzo del suo talento non faccia un solo tiro in porta in un match, come quello di domenica, trascorso in gran parte nella trequarti di una Juve rannicchiata dietro. Un tiro fuori, uno respinto, nessuno tra i pali. Ma c’è un dato ancora più significativo: 10 cross, più di tutti, di cui uno solo a segno. E’ la certificazione di una sensazione frequente. Troppo spesso Leao fotocopia la solita azione: strappa sulla fascia, si ferma e scodella una palla morbida, di facile lettura. Invece, il Milan che, come potenza di fuoco, va poco oltre Giroud, avrebbe bisogno che il suo totem attaccasse di più l’area, ci entrasse più spesso, meglio se in velocità, per trovare tiri, assist, rigori e, comunque, per seminare il panico con la sua tecnica nello stretto.
Prendiamo come pietre di paragone i due esterni sinistri che Leao affronterà nelle prossime partite: Mbappé (Psg) e Kvaratskhelia (Napoli). Il parigino (4,9) e il georgiano (4,2) doppiano il portoghese (1,9) per media di tiri a partita. E lo staccano in modo ancora più significativo nella graduatoria dei tocchi in area che Mbappé guida con una media di 11,4 a partita, su Kvara (9,0) e Leao (7,4). Per questo Pioli snicchera l’omino Rafa, lo vuole più vicino all’area, e non solo fuori a scodellare cross. Infatti, quella dei cross a segno è l’unica classifica dominata dal rossonero (1) davanti a Mbappé (0,2) e Kvara (0,1). Ma è uno spreco ridurlo a una catapulta. Come usare una statua di Modigliani come ferma porta. In questi anni rossoneri, Pioli ha lavorato molto e bene sul talento puro di Rafa, sfrondandone gli eccessi e incattivendone la fase offensiva. Ma lo vuole ancora più presente in area, palla al piede, e anche senza, aggredendo il secondo palo, quando Calabria e Pulisic lavorano a destra, mettendoci la cattiveria che usano Mbappé e Cristiano Ronaldo quando si staccano dalla fascia mancina per attaccare la porta. In realtà, il paragone con Kylian e CR7 suona ingeneroso, perché, anche se amano partire defilati, sono due prime punte, esentate dal lavoro sporco senza palla. Leao aiuta un po’ di più. Non così tanto, secondo Sacchi… Ma, in cambio di questo privilegio, il Milan lo pretende più decisivo, come Mbappè: 9 gol in 10 match con il Psg, 2 nell’ultimo impegno nazionale contro l’Olanda“.
