📢 Milan, Fullkrug: “Maledizione del 9? Per me significa fare gol! Qui maglia pesante”

Il nuovo attaccante del Milan Niclas Fullkrug ha parlato ai microfoni di Dazn del suo nuovo club, sbilanciandosi anche sulla “maledizione” del numero 9, che ha colpito diversi attaccanti rossoneri negli ultimi anni.

Queste le sue dichiarazioni: Quali sono i primi pensieri che ti vengono in mente quando pensi al Milan?
“Grandi giocatori. Penso a giocatori come Ronaldinho, Beckham, Pirlo, Gattuso, Kakà. Ronaldo. Questi giocatori. Zlatan anche. Li guardavo giocare nelle finali di Champions League del Milan, sempre. Ed è semplicemente un grande club con uno stemma speciale, una maglia pesante, ma mi piace”.

Sai che qui c’è una sorta di maledizione attorno alla maglia numero 9?
“Non voglio sapere nulla di queste cose. Per me il numero 9 significare fare gol. Non voglio cambiare idea per queste cose. In verità non mi importa molto di quello che la gente pensa di me. Vado in giro da anni con lo spazio tra i denti, quindi non mi interessa cosa pensano gli altri delle mie decisioni. E poi ho un legame forte con il numero 9 perché l’ho indossato in Nazionale e per tutte le giovanili. E quindi ora sono molto felice di porterlo indossare ancora”.

Finale di Champions 2003: è stato quello il momento in cui ti sei innamorato del Milan?
“Devo essere onesto. Non voglio fare in fanatico o dire che ho sempre amato il Milan, ma quando torno a quel momento, penso avessi 9 o 10 anni, eravamo in un ritiro con la mia squadra giovanile, un piccolo club, e stavamo guardando la finale di Champions League tra Milan e Juventus. Non so perché, ma preferivo che vincesse il Milan. E poi hanno vinto. C’erano anche tantissimo giocatori bravi, bellissimi da vedere. E sì, ovviamente negli anni ho sempre guardato le finali di Champions League, non solo del Milan, ma di tutte le squadre, perché amo guardare il calcio. Ma posso dire che il Milan è sempre stato nella mia testa, un club molto grande per cui avrei voluto giocare. E adesso sono in questa situazione, e mi rende molto orgoglioso e mi fa sentire grato”.

By Nicolò Volonterio

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