Il difensore centrale del Milan Strahinja Pavlovic ha parlato ai microfoni di Tuttosport della gara in programma nella giornata di domani contro la Juventus, dicendo la sua anche sulla nuova era rossonera targata Ruben Amorim e sul calciomercato, appena concluso.
Guarda tutta la Serie BKT live con LaB Channel su OneFootball: abbonati a soli €9,99 al mese!
Queste le sue dichiarazioni: Pavlovic, è iniziato il suo terzo campionato in rossonero. Considerando il via vai delle ultime stagioni, ormai è da considerare un senatore.
«Mi piace tanto stare qui e mi trovo benissimo a Milano, una città dove mi sono ambientato bene con la mia famiglia anche se da quando è nato mio figlio passo il tempo fra casa e Milanello».
In estate qualche squadra ha provato a convincerla a lasciare il Milan?
«Le opportunità ci sono sempre, ogni estate e capitano a tutti i giocatori. Ma io non volevo andare via, quando ho parlato la prima volta con Amorim ho capito di essere un giocatore importante per lui. Rinnovo? Qua sto bene e voglio restare».
Il tecnico portoghese ha richieste tattiche molto diverse da Massimiliano Allegri: è difficile cambiare modo di giocare?
«Siamo tutti professionisti e chi più, chi meno, abbiamo avuto diversi allenatori nelle nostre carriere, con differenti metodologie di lavoro. Abbiamo bisogno di tempo per imparare, ma penso che dopo due mesi si stiano già notando dei miglioramenti».
La scorsa stagione aveva spiegato quanto fosse stato importante Allegri per farla crescere come difensore.
«Assolutamente. Penso che per un difensore sia fondamentale fare un’esperienza in Italia e Allegri è uno degli allenatori più bravi nell’insegnare la fase difensiva. Con Amorim giochiamo di più con la palla e potrò sicuramente migliorare in altri aspetti».
Parlando ancora di Allegri e della scorsa annata: lei si è dato una spiegazione sul crollo degli ultimi mesi?
«È una cosa difficile da spiegare, anche io non capisco ancora oggi cosa sia successo col Cagliari all’ultima giornata: eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi, contro una squadra già salva. Come diceva Allegri, il calcio l’ha inventato il Diavolo. Penso comunque che tutto sia cominciato dalla sconfitta con la Lazio dopo la vittoria nel derby di ritorno. Era la partita decisiva per provare a rientrare in lotta per lo scudetto, invece abbiamo perso e credo ci sia stato contraccolpo mentale. Inoltre pensavamo comunque di essere certi di entrare in Champions e abbiamo abbassato la concentrazione».
A proposito di difensori, è arrivato Gila. Cosa pensa dei nuovi acquisti?
«Mario mi piace, è forte così come Ramos. E presto scoprire anche gli altri. Però voglio spendere una parola per Cisse, mi ha davvero sorpreso: è giovane, ma sembra che abbia alle spalle 200 presenze in A».
Cardinale domani sarà a Torino. Quanto è importante la sua presenza in questo inizio di stagione?
«È sempre bello quando un proprietario sta così vicino alla squadra. Tutti abbiamo avuto modo di parlare più volte con lui, si vede che è felice, entusiasta, è carico di vivere questa esperienza in prima linea. E non vuole più vedere una stagione come quella passata. Vuole vincere come tutti noi, vogliamo fare bene in campionato e provare ad arrivare in fondo all’Europa League perché siamo il Milan».
