Luciano Spalletti si è presentato ai microfoni di Sky Sport al termine della partita con il Sassuolo ed è tornato a parlare del “caso-rigore di David”. Inizialmente il tecnico di Certaldo ha fatto un interessante punto sulle pressioni che i calciatori vivono ogni giorno:
“Ora si può prendere il cellulare in mano e filmarsi e dire quello che uno gli pare, poi purtroppo delle amicizie e delle passioni le abbiamo tutti e uno va a dire delle cose per portare acqua al proprio mulino. Si attacca l’operato di un altro, ecc. L’ho spiegato anche negli spogliatoi, perché i ragazzi assorbono e devono imparare a gestire queste pressioni e i social, sono cose importanti perché sennò sembra di avere delle finestre aperte con cui tutti possono vedere e sentire quello che si dice dentro casa nostra. Sono tutte cose da saper gestire, questa comunicazione in cui a volte si dicono cose urlando”.
Poi ha continuato sul rigore di Jonathan David: “Sul rigore…io ho sempre deciso, anche troppo, perchè qualche volta decido male. Però dentro gli spogliatoi c’è scritto da qualsiasi parte tutte le cose, tra rigori, fase offensiva, fase difensiva, ecc. In due giorni è impossible fare vedere tutto e abbiamo avuto un allenamento per preparare la partita di oggi. Con questo fatto dei video e dei fogli che si scrivono si da un aiuto ulteriore su quello che si fa. Il rigore è stato fatto battere a uno che ne ha segnati 20 e passa su 26/27 rigori, ha deciso Locatelli, l’ha detto, che da capitano si è preso una responsabilità”.
Tuttavia, si è alzato un po’ di nervosismo in seguito, soprattutto quando è entrato nello specifico, probabilmente visto quanto gli stia a cuore l’argomento. Tanto che si è innescato anche un divertente siparietto con il giornalista Giovanni Guardalà, che ha detto ai propri colleghi in studio di essere lunghi con i tempi televisivi: “siamo lunghi, niente dibattito che stiamo andando oltre..”. Con il conduttore Bonan che ha scherzato dicendo “e allora non posso dire niente…”.
Ingenuamente, Spalletti si è sentito preso in causa e ha risposto così: “E che sto andando oltre a che cosa?”
Il tecnico ha chiuso così: “Giustamente da capitano si prende una responsabilità. L’avesse dato a uno che non li ha mai battuti è un altro conto, e devo intervenire sicuro, perché avrebbe fatto un casino…È stato detto che c’è stato confusione e non è vero. Niente dibattito, ciao. Buona serata”.
