“Esordio con espulsione? Giocavamo contro il Napoli, stavamo perdendo e non sono riuscito a controllarmi. In quel momento ero molto triste, volevo che la squadra capisse di poter sfidare di più. Poi le cose sono migliorate. Giocare per il Canada e non per la Costa d’Avorio è stata una decisione facile, mi hanno convocato dopo poche partite tra i professionisti. Sentivo grande fiducia e conoscevo altri ragazzi nel gruppo, quindi l’inserimento fu facile. E poi sono grato al Canada e mi è sembrato un buon modo per restituire qualcosa alla nazione che mi aveva accolto.
Del Sassuolo conoscevo Mimmo Berardi. All’Europeo 2021 lui era in tv: cercando la sua squadra scoprii l’esistenza del Sassuolo. Da lì ho sempre seguito i risultati, anche se ignoravo in quale zona fosse. Comunque, qui ho trovato un club che mi ha aiutato in tutto. Ho potuto pensare solo a divertirmi e a giocare bene. E la stagione è stata pure migliore di come l’avessi immaginata. Il rapporto con Grosso è molto buono: è un rapporto umano, non solo tecnico. È facile per me comunicare con lui. Grosso capisce dove voglio arrivare, dove devo crescere. Oltre che un bravissimo allenatore è un’ottima persona: quando lavori con uomini così è tutto più facile.
Al Sassuolo ho capito che dovevo modificare il mio approccio al gioco, anche fuori dal campo. Poco fa mi sono allenato con la squadra, adesso faccio l’intervista con lei e poi vado a casa dove mi aspetta un preparatore atletico personale con cui lavoro ogni giorno in una camera della casa adibita a palestra. Queste cose fanno la differenza. Rispetto al passato sto attento a cosa mangio, a come dormo: faccio di tutto per essere un giocatore migliore. I gol sono una delle conseguenze. Dove giocherò l’anno prossimo? Sono sincero: non lo so. Vediamo cosa succederà, ma sono concentrato su ciò che devo fare. Sono felice di stare al Sassuolo e della fiducia del club. Poi ci sarà il Mondiale.
Io e De Zerbi siamo due persone che amano il calcio, ma con due visioni diverse. Lui ha davvero una passione incredibile. In quel periodo io avevo qualche difficoltà e probabilmente non riuscivo a dargli subito ciò che voleva. A Marsiglia sono stato bene, è stata una bella esperienza, ricordo la bravura dei compagni e il calore dei tifosi. Non sarò mai abbastanza grato per ciò che ho vissuto anche se non è andata come avrei voluto. Non dirò mai nulla di male su Roberto: magari poteva avere più pazienza con me e io potevo evitare di rispondergli. Cose che succedono. Fu una discussione come tante: il video diede l’idea che in mezzo al campo facessimo uno o due occhi, ma io ho bisogno di un po’ di libertà. Voglio cercare la giocata. Lui lo sapeva, ma quel giorno si arrabbiò.
Un paio di settimane fa sono andato a Londra con due compagni, ho incontrato Roberto e mi ha abbracciato forte. Abbiamo parlato di tante cose, come se nulla fosse. A volte i social e i media rendono tutto ancora più grande. Sono molto sorpreso dell’assenza dell’Italia perché la vostra nazionale è molto talentuosa. Io sono felice. In Qatar giocai il Mondiale con una finta partita da professionista alle spalle. Adesso ho più grande consapevolezza. Tre mesi fa non realizzavo quanto grande fosse l’evento che vivremo e soprattutto. L’ultima volta che sono stato in Canada ho respirato l’eccitazione generale. Non vedo l’ora che inizi perché la squadra è cresciuta e sono migliorato in questi quattro anni e ringrazio Dio per avermi dato di nuovo questa possibilità».
David non ha vissuto la stagione che desiderava, ma ha fatto anche cose buone. Abbiamo bisogno dei suoi gol, ma sono tranquillo perché Jonathan non perde il focus, non si butta giù e con questa mentalità i risultati arrivano. La Juve deve avere pazienza, l’anno prossimo David farà benissimo.”
