Fabio Cannavaro ha rilasciato un’intervista a Sky Sport Unplugged rivelando anche il suo sogno futuro.
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Di seguito le sue parole riportate da gianlucadimarzio.com:
“Il mio obiettivo e il mio sogno, è normale, è allenare in Italia e allenare la Nazionale. Lavoro per questo, non per girare il mondo e andare in Asia: voglio lavorare tanto per arrivare a obiettivi importanti. Io alleno da dodici o tredici anni e qualche esperienza l’ho fatta. Oggi il calcio non è solo Italia o Europa, lo abbiamo visto all’ultimo Mondiale: il calcio sta crescendo in tutto il mondo. Il mio obiettivo è quello di crescere come persona, perché comunque in questi anni ho fatto delle esperienze pazzesche in culture totalmente diverse, ma anche come allenatore”.
IL RAMMARICO – “Ho assaggiato la Serie A in 6 partite, salvando l’Udinese. Il 99% delle volte ti confermano, con me è stata fatta una scelta diversa e l’ho accettata. Non mi è stata motivata, ma l’ho vista come un’esperienza che mi è stata data in una società fantastica, dove un allenatore ha tutto per migliorare e fare bene. Io continuo a fare esperienze e lavorare bene, poi se arriva un’opportunità importante cercherò di dare il massimo”.
L’UZBEKISTAN – “Una delle esperienze più belle della mia vita sia da giocatore che da allenatore. Organizzazione perfetta, quando fai l’allenatore te la godi da un’altra prospettiva e devi stare attento anche alla squadra organizzativa. Ti godi di più il momento. È stato un Mondiale pazzesco, era qualche anno che non ci andavo. Essendo una nazionale piccola conoscevo le difficoltà, perché affronti squadre forti, tutte e tre (Portogallo, Colombia e Congo, ndr) con giocatori d’esperienza nei massimi campionati europei. Però è stata una grandissima esperienza, sia per me che per i miei giocatori: molto formativa”.
IL CALCIO – “È un Paese che sta investendo tantissimo sui settori giovanili, nello scorso raduno ho fatto esordire un ragazzo di 17 anni. Non mi piace fare nomi, però stanno lavorando bene e nei tornei a livello giovanile si fanno giocare. Hanno una grandissima scuola di difensori, non è un caso che Khusanov sia venuto fuori e ce ne sono ancora tanti. Uno dei progetti che abbiamo proposto è quello di cercare di semplificare l’uscita di questi giocatori per mandarli in Europa: hanno tanti problemi di passaporto, stiamo cercando di convincere le società a non cercare di guadagnare subito ma di farlo negli anni. È un progetto interessante, mi sta piacendo molto perché mi dà la possibilità di lavorare con continuità, soprattutto dopo le ultime esperienze tra Dinamo, Benevento e Udine: mi ero abituato alla stabilità e il fatto di averla ritrovata mi sta piacendo molto. C’è il problema della Coppa d’Asia, ma lavorare qui mi sta piacendo molto”.
