📢 Inter, Chivu: “Spence è a disposizione. Provedel dal 1′? Non lo so. Su Calhanoglu vorrei fare chiarezza…”

Chivu, tecnico dell’Inter, ha presentato la sfida contro il Parma del neo tecnico Gilardino. Queste le sue parole, riportate da TMW e Daniele Mari:

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Tre settimane di pausa, come riprende questo campionato?

“Tre settimane cambia poco per me. Cambia l’attesa e gli allenamenti con pochi giocatori a adispoziome, e quelli che vanno in ritiro con la propria nazionale più le partite giocatre ogni tre giorni. Ci siamo visti tutti da 3 giorni, oggi ho avuto tutti a disposizione di aquelli convocati. Siamo tutti felici”.

Domani può diventare la partita per vedere quanto è profonda la rosa?

“Non possiamo trascurare il minutaggio di quelli in nazionale, non vogliamo metterli a rischio, abbiamo a che fare con giocatori abituati a giocare ogni tre giorni. Preferiscono fare quello piuttosto che allenarsi. Bisogna capire l’avversario e il periodo. Ne dovremo giocare tante prima della prossima sosta”.

E’ arrivato il momento di vedere Provedel in porta?

“Non lo so, vedremo domani alle 18”.

Spence l’ha avuto sotto gli occhi in questi giorni, è il momento dia vrlo in campo?

“Si allena con noi da una settimana, è ovvio che non possiamo dimenticare il periodo di riabilitazione più la vacanza dopo il Mondiale. Se faccio la conta manca da due mesi sui campi. E’ a disposizione, sarà convocato, ci fa piacere che sia tornato”.

La Nazionale ha giocato col 4-3-3, una difesa a 4 si può fare con questa Inter?

“Per come siamo costruiti si torna sempre alle solite cose e ai preconcetti che non hanno a che fare con noi. Non abbiamo una garanzia che giocando a 4 si può vincere qualcosa e non le abbiamo neanche se giochiamo a tre. La cosa più importane sono i principi di gioco. Noi oggi siamo costruiti per fare un determinato tipo di gioco”.

Come sta Calhanoglu?

“Ci teneva a giocare con la Turchia. Hakan ha iniziato anche lui lunedì, si allena da una settimana senza vincoli. E’ a disposizione del gruppo. So che sono arrivate voci dalla Turchia, vorrei fare chiarezza: hanno detto che non è voluto andare a vedere la Turchia, in realtà ho deciso io. Ci siamo allenati tardi e volevo che fosse dentro, altrimenti gli avrei dato la giornata di riposo. Lui voleva andare in Nazionale ma era infortunato, ha recuperato in 3 settimane ed erano quelle le tempistiche. Quando si giocava Italia-Turchia, sono stato io a non concedergli il giorno libero. Era il primo allenamento e abbiamo bisogno di Calha”.

Rischio di sottovalutare il Parma?

“Credo che in tutti questi anni, abbiamo imparato a non sottovalutare l’avversario. L’abbiamo dimostrato l’anno scorso, la squadra si è mostrata matura. Abbiamo perso i derby o le partite con chi si gioca i trofei ma non abbiamo mai sottovalutato le altre partite. E’ questione di maturità. Cerchiamo sempre di presentarci alla domenica con la nostra versione migliore, consapevoli del fatto che niente è scontato”.

Lavoro particolare sulla fase di non possesso?

“Abbiamo avuto un solo allenamento. Ovvio che ne abbiamo parlato spesso di determinate situazioni. E’ una questione di atteggiamento, di determinazione, di cercare di rimediare ai nostri errori nella nostra disorganizzazione. Non è questione di fare blocco basso, a volte si deve fare e si deve fare meglio. Abbiamo tanti margini di miglioramento. Sono piccole sfumature individuali e su questo possiamo migliorare”.

“Non posso neanche sottovalutare la nostra reazione, perché è tanta roba. La squadra ha una forza mentale che le permette di ribaltare squadre importanti, non parliamo di squadre inferiori a noi. Non voglio perdere la nostra reazione, vorrei che si aggiungesse un po’ di maturità. Parliamo di lealtà nei confronti della squadra e dei nostri standard”.

Calhanoglu fondamentale in fase difensiva?

“Sappiamo tutti quanto è importante Calhanoglu, siamo tutti curiosi di vedere Stankovic in quel ruolo. Come vogliamo vedere Sucic, Mkhitaryan, Barella. Sono molto attento a dire determinate cose perché non voglio ferire nessuno. Siamo tutti importanti, andare a duello con determinazione importante, tutto è importante. Sono piccole cose che sono importanti ma la nostra è una squadra evoluta”.

Gasperini si è detto anti-Inter?

“Perché non parliamo di anti-Roma o anti-Como? Perché non parliamo di anti-Juve o anti-Milan? Noi siamo consapevoli di cosa siamo, siamo consapevoli che dobbiamo lottare. Non abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che abbiamo il diritto di metterci la corona sulla testa. E’ troppo presto per parlare di determinate cose”.

Campionato italiano diventato diverso?

“I problemi di una cultura calcistica non si cambiano in due mesi e non si possono evidenziare miglioramenti in 2 mesi. C’è bisogno di tempo. Ma oggi c’è più ritmo, più intensità, non si cerca più di perdere tempo grazie alle nuove regole. Ci sono regole che se ti butti per terra se ti sfiorano, sei consapevole che se entra il medico lasci la squadra in 10 per un minuto. Il portiere non si sistema più i parastinchi altrimenti prendi calcio d’angolo contro. Si velocizza il gioco, 5 minuti in più di tempo effettivo è tanta roba”.

E’ arrivato il momento di Stankovic?

“Ale è entrato due volte, poteva giocare di più? Si. Magari la colpa è mia perché con lui ho un rapporto che mi lega da molti anni, l’ho tenuto in braccio da bambino, ho lavorato con lui nel settore giovanile, l’ho visto crescere. E’ consapevole del fatto che è capitato in una squadra evoluta, con pressione e ambizione. Non è che ci fosse bisogno di raccontargli tutto questo. Lavora seriamente per far vedere che a questo livello ci sa stare e ci sa fare. Sono contento che l’autostima e la fiducia che dimostra tutti i giorni lo porterà prima o poi a far vedere a tutti di che pasta è fatto. E’ un giocatore dell’Inter, siamo contenti e il più presto possibile farà vedere le sue qualità e i suoi errori perché nessuno è perfetto qua”.

Boban ha detto che Sucic non può avere un minutaggio così basso. Vuole rispondere?

“Io le opinioni le commento poco, Boban è un grande e so anche perché ha detto queste cose. Non voglio dare troppa attenzione sull’andamento di Petar. L’anno scorso è stato tra i migliori tre per minutaggio. L’importante è cosa mi dà il giocatore in campo, non mi risulta che Petar sia stato dimenticato in panchina, ma ha avuto la possibilità di entrare. E’ ancora un po’ indietro di condizione, non creiamo polemiche dove non ci sono”.

Se ho visto qualche giocatore in un ruolo diverso dal nostro?

“Vuoi parlare di Diouf? E allora chiedimi se ho visto Diouf terzino sinistro. Certo che l’ho visto ma noi giochiamo a cinque e deve fare il quinto. L’ho visto e mi è pure piaciuto se è per questo, un po’ timoroso ma è normale. A me fa piacere quando un giocatore capisce che non si deve legare ad un ruolo fisso, che è importante la duttilità. Io ho fatto terzino sinistro, centrale, mediano, play. A Bergamo Mourinho mi toglie dopo 27 minuti, ho fatto persino l’esterno alto. A Barcellona ho fatto il mediano perché Thiago è stato espulso. E mi divertivo a fare tutti questi ruoli. Diouf ha giocato titolare in una delle Nazionali più forti al mondo. E’ contento? Per me sì, ha giocato con Olise e Dembele, si è allenato con Mbappé. Qua gioca con Lautaro, Thuram, Barella, Mkhitaryan, Akanji. Secondo me è contento, spero che si cali ancora di più mentalmente. A volte il posto fisso ti porta a scelte delimitate, invece più cose sai fare più hai possibilità di crescere e anche di essere convocato in Nazionale”.

 

By Pasquale Ucciero

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