L’Argentina, reduce dalla finale del Mondiale persa contro la Spagna, deve adesso fare i conti con il procedimento disciplinare avviato dalla FIFA per quanto accaduto immediatamente dopo la partita.
Il rischio di incombere in stangate è dietro l’angolo e l’Argentina attenderà adesso l’evolversi della cosa per capire quali passi compiere a propria tutela. Il primo capo d’accusa, come apprendiamo da Alfredo Pedullà, riguarda lo striscione esposto dopo la vittoria con l’Inghilterra “Las Malvinas son Argentinas”. La FIFA aveva espressamente chiesto di non esporre loghi o espressioni politiche.
Si passa poi ai comportamenti dei calciatori immediatamente dopo la finale contro la Spagna, con i comportamenti di Paredes, Molina e Ayala (assistente di Scaloni) finiti sotto la lente di ingrandimento. Tre capi d’accusa per il centrocampista, due per il terzino e uno per il membro dello staff tecnico.
