TuttoAtalanta.com ha fatto il punto sul profondo tour de force nel quale è coinvolta l’Atalanta da metà febbraio.
La stagione entra nel vivo e il calendario non lascia tregua: l’Atalanta è nel mezzo di un tour de force fatto di undici partite in 37 giorni. Infrasettimanali d’obbligo per un mese e mezzo: da San Valentino a fine marzo, la partita di metà settimana è la norma, tra le quattro sfide di Champions e la semifinale di Coppa Italia di domani con la Lazio. Siamo a metà del guado: cinque sfide sono alle spalle e sei all’orizzonte. Poi ci sarà la sosta per le nazionali, quindi inizierà la volata di fine stagione e bisognerà vedere se l’Atalanta sarà ancora in lotta in Champions.
SQUADRA SVUOTATA MENTALMENTE – La stanchezza è un fattore e ciò è stato evidente domenica: il ko con il Sassuolo, in superiorità numerica per quasi tutta la partita, è spiegato da argomenti che vanno oltre il tasso tecnico. L’Atalanta è apparsa svuotata, mentalmente più che fisicamente: partite come il ritorno con il Borussia tolgono tante energie. In questo momento il jolly per vincere non è una giocata, ma il dosaggio delle forze: Palladino non ama il turnover, ma in questa fase sa che dovrà utilizzarlo. E i titolari non sono solo undici.
DE ROON STACANOVISTA – Da Lazio–Atalanta del 14 febbraio a Sassuolo–Atalanta di domenica, sono andate in scena cinque partite: ci sono in mezzo il doppio Borussia (Dortmund) e il Napoli. L’unico giocatore sempre dentro è Carnesecchi, che ha giocato 450’: dietro di lui c’è il quasi trentacinquenne de Roon. Il capitano ha giocato 423’, con lo sconto di una mezz’ora scarsa a Dortmund, quando era in difficoltà. Cinque maglie da titolare consecutive anche per Zalewski, che scende a 394’ essendo spesso sostituito: davanti a lui per minutaggio c’è un altro veterano come Kolasinac a 402’ in cinque presenze, di cui quattro dall’inizio. Poi arrivano Zappacosta con 380’ e Pasalic (90’ nelle ultime quattro gare) con 360’: quattro dei cinque giocatori di movimento più utilizzati di recente sono ultratrentenni. E questo è un fattore da tenere in considerazione, al di là della tenuta dei quattro.
KRSTOVIC PIÙ DI SCAMACCA – Sempre guardando ai minuti nelle ultime cinque – analizza i dati L’Eco di Bergamo -, la top ten prosegue con Bernasconi a 348’, Scalvini a 281’, Samardzic a 278’ e Krstovic a 255’: per completare la formazione tipo manca il difensore centrale, da scegliere tra l’undicesimo e il dodicesimo, ovvero Djimsiti e Hien che sono quasi alla pari, a 244’ e 240’. Un altro indizio che emerge riguarda il centravanti: Krstovic (255’) è stato utilizzato più di Scamacca che è a 195’, pur essendo stato titolare una volta in meno. Anche se il romano un gol l’ha segnato e il montenegrino no, dopo un periodo molto redditizio. Ruolo da comprimari per Ederson e Raspadori per motivi fisici e poi per Sulemana, Kossounou, Bellanova, Ahanor e Musah: solo quattro giocatori non hanno visto il campo, i portieri di riserva Sportiello e Rossi, l’infortunato De Ketelaere e un Bakker appena rientrato dal lungo stop.
I BALLOTTAGGI – La formazione ideale di inizio marzo vede dunque i ballottaggi quasi alla pari al centro dell’attacco e della difesa. In mezzo al campo i titolari sono de Roon e Pasalic che ha rubato il posto ad un Ederson che ora è ai box, mentre in fascia Zappacosta e Bernasconi sono molto più avanti di Bellanova. Zalewski, ora, va considerato attaccante esterno, quindi in un terzetto con Samardzic come altra certezza e Sulemana come variabile, senza contare Raspadori e De Ketelaere attualmente al palo. In difesa sono attualmente squilibrati, a favore dei primi, i ballottaggi tra Scalvini e Kossounou e tra Kolasinac e Ahanor.
ATTENDENDO RASPADORI E CDK – Per «sopravvivere» a un tour de force ancora lungo fino alla pausa (Lazio, Udinese, Bayern, Inter, ancora Bayern e Verona), con una rosa ristretta (24 giocatori), il turnover può essere una soluzione: dopo il mezzo riposo di Zappacosta (che domenica nella ripresa è stato costretto agli straordinari) potrebbe qualche volta toccare a de Roon e Kolasinac, per fare qualche esempio. Poi quando rientrerà Ederson, Pasalic potrà fermarsi, e quando torneranno gli attaccanti ci sarà più scelta ovunque, anche a cascata, con Zalewski che tornerebbe eleggibile come terzino. Il momento è caldo e l’Atalanta ha bisogno di tutti, anche quelli come Musah che non aveva dato risposte prima del gol di domenica: la parabola di Pasalic, panchinaro fino a un mese fa e inamovibile oggi, dice che tutti possono, anzi devono, avere un ruolo
