Mile Svilar, che con la maglia della Roma si è consacrato come uno dei migliori portiere in Italia e in Europa, ha rilasciato alla Gazzetta dello sport un’intervista. Riprendiamo le sue parole da pagineromaniste.com:
Partiamo da una vicenda di mercato che ha agitato per un paio di giorni l’estate dei tifosi romanisti. La Juventus a fine giugno ha offerto per lei 40 milioni. È rimasto sorpreso?
«Non so nulla di questa storia, almeno per quanto mi riguarda. Non posso dirvi niente perché non sono stato interpellato e per me, ormai dovreste saperlo, c’è soltanto la Roma. Sono concentrato per dare il meglio per questa maglia, questa società e questi tifosi».
La vediamo come al solito tra i più osannati. Cosa si sente di promettere? Che aspettative ci sono per questa squadra?
«Stiamo lavorando, abbiamo le gambe pesanti. Abbiamo davanti ancora un mese prima dell’inizio del campionato, quindi mi sembra tutto molto prematuro. Anche con il Cannes la prima parte della partita l’abbiamo giocata abbastanza bene, poi al di là dell’espulsione di Wesley abbiamo patito un po’ la stanchezza e il dover cambiare tanto. Quello che è certo è che ci stiamo preparando per una grande stagione».
Quando parla di «grande stagione» a cosa pensa?
«Beh giocare la Champions è una cosa bella. In campionato sarà difficile confermare il terzo posto anche perché la settimana con quel tipo di impegni europei dovremo essere sempre al massimo. Squadre da temere? No, non temo nessuno. Non vedo l’ora di giocare contro chiunque».
Lei tra l’altro è uno dei pochi che ha fatto il percorso inverso, debuttando proprio nella massima manifestazione continentale per club a 18 anni e poi nel campionato di riferimento.
«Sì, al Benfica, incrociai il Manchester United di Mourinho. Ormai sono passati tanti anni, non mi riconosco nemmeno più in quella persona. Ero un bambino, ora sono un uomo diverso e finalmente torno a giocarla. Adesso arriva il vero lavoro».
Tra infortunati, mercato che deve dare ancora delle risposte oltre Castro, siete ancora pochi. Si attende il ritorno di Pellegrini a breve?
«Non posso dire nulla, poi con Lorenzo è chiaro che ci sentiamo. Abbiamo parlato, vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni».
Torniamo allora alla Roma. Quali sono i punti di forza?
«Beh, già il fatto che siano rimasti Mancini e Ndicka è una sicurezza, loro sono il top. Per me, che faccio il portiere, ma per tutta la squadra in generale. Sono due-tre stagioni che come reparto prendiamo pochi gol, ci conosciamo, siamo diventati una difesa molto solida».
Quanto le è dispiaciuto non giocare i Mondiali e non poterlo fare difendendo i colori della sua nazionale?
«È ormai è una storia chiusa. Qualcosa ho visto, la Spagna sicuramente ha meritato di vincerlo».
