⚫🔵 L’Inter e il post Skriniar: come cambieranno i nerazzurri senza lo slovacco

All’interno di un calciomercato “pazzo”, in cui ogni giocatore importante viene corteggiato dai club più ricchi al punto da partire, spesso, a parametro zero, non fa eccezione l’Inter. Proprio l’a.d. dei nerazzurri Marotta rappresenta un esperto di questo tipo di operazioni, ma stavolta è lui che deve farne le spese. Infatti, Milan Skriniar quasi certamente dirà addio ai meneghini per accasarsi al PSG. Difficile dire se ciò accadrà già a gennaio (per un conguaglio di 15/20 milioni) oppure a giugno a 0, con bonus alla firma. Il suo futuro, comunque, è lontano da Milano. L’Inter l’ha messo sul mercato per attirare l’attenzione di altri club europei ma lo slovacco sembra aver già un accordo col club francese.

Post Skriniar: come cambia l’Inter senza di lui

Prelevato dalla Sampdoria per 25 milioni di euro nel 2017, il gigante slovacco si è conquistato ben presto il posto da titolare diventando una colonna nello scacchiere nerazzurro. Il palmarés dice: 1 Scudetto, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe. Sia nella difesa a 4 che in quella a 3 con Conte prima e Inzaghi poi, Milan ha dato grandi garanzie confermandosi tra i migliori difensori del campionato. Molto importante anche il suo apporto in chiave offensiva, specie sulle palle inattive in virtù della sua stazza fisica e del tempismo sui colpi di testa. Senza di lui, qualora Inzaghi dovesse restare, si continuerà a puntare sulla difesa a tre con Bastoni punto fermo a sinistra, molto probabilmente De Vrij e Acerbi ad alternarsi al centro e un altro innesto sulla destra. Diverse le voci inerenti un eventuale sostituto dello slovacco: il nome caldo è Milenkovic della Fiorentina, perfetto per ricoprire quel ruolo. Da non scartare anche le ipotesi Schuurs del Torino e Djalò del Lille. Per caratteristiche quest’ultimo ha meno centimetri ma è più veloce, mentre i primi due si avvicinano molto, fisicamente, allo slovacco. Si può dire, comunque, che l’assenza di Skriniar si farà sentire dal punto di vista difensivo per posizionamento, fisicità, marcatura, leadership ma non tanto sotto il profilo dell’impostazione di gioco affidata, per lo più, agli altri due colleghi di reparto.

By Pasquale Ucciero

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