“I primi critici siamo noi stessi, sapevamo dove avremmo potuto migliorare a inizio stagione, ci siamo parlati e capiti. Alla fine non importa cosa sia successo all’inizio, l’importante è cosa possiamo fare. Non rivelerò i segreti, però ci sono stati momenti di confronto nello spogliatoio, ma quello che è successo rimane lì, perché siamo una famiglia e in famiglia può succedere di tutto. L’importante è che ci siamo parlati e accordati su come andare avanti, lottando per questa maglia. Sogno di vincere il 20esimo scudetto con l’Inter e prometto che, se dovesse accadere, canterò una canzone di Albano”.
La lotta per il titolo: “Ci sono ancora 16 partite, tutto è possibile. Lotteremo sempre. Vincere due derby in 18 giorni è una cosa pazzesca, volevamo vincerli entrambi: il primo significava conquistare la Supercoppa italiana. Con la fiducia acquisita in quella partita, ci siamo poi buttati su quello di campionato: eravamo prontissimi, giocavamo “in casa” con i nostri tifosi e abbiamo di nuovo dimostrato che meritavamo di vincere. Le sensazioni sono veramente incredibili e siamo contenti che Milano sia nerazzurra”.
L’addio di Skriniar: “Sono molto triste che lascerà questa squadra e andrà al PSG, ma devo solo accettare la sua scelta, perché è la sua carriera e lui è responsabile delle proprie scelte. Devo solo ringraziarlo di aver giocato sei mesi con me e per i cinque che giocheremo ancora. La fascia da capitano? Skriniar è un giocatore fortissimo anche senza. Barella? Resta il talento di maggior prospettiva che conosco”.
