Luciano Spalletti ha partecipato all’ultimo evento dedicato a Luca Vialli e da qui ha parlato anche del suo momento personale e del cammino della squadra. Riprendiamo le sue parole da Tuttosport:
“Io ho un problema non dormo nemmeno quando vinco. Alcune volte ho timore non sia successo, anche quando mi dicono che ho vinto. Tante lingue diverse? Si prende 20 traduttori… Loro devono sapere che sono i protagonisti, noi li dobbiamo liberare dalle prigioni dei ruoli, lasciargli mettere in mostra le qualità che hanno. Si tratta di metterli alla conoscenza che hanno delle potenzialità, di andarsi a frugare dentro, di poterle tirare fuori.
Conoscere i giocatori? Io ci metto un po’ più di tutti: a volte i miei collaboratori traggono delle sintesi, io faccio un po’ più fatica. Però mi accorgo che dopo aver passato un po’ di tempo qualcosa riesco a individuare. Se esiste ancora il cosiddetto allenatore in campo? Sì, sennò farei un altro lavoro. Bisogna fidarsi di loro, dei calciatori: sono loro che danno questa libertà di diventare una squadra forte. Per me ora con la Juventus siamo sulla strada buona”.
