Fabregas, tecnico del Como, ha parlato alla vigilia del recupero della 16a giornata contro il Milan. Queste le sue parole, riportate da TMW:
Che partita uscirà contro il Milan? E Allegri?
“Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c’è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic… la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere”.
Il Milan vince da muso corto, difficile rimontarlo. Cosa avete preparato a livello difensivo?
“Ovvio che lavorano sulle fasce, si deve proteggere bene. Comunque i ragazzi sono abituati ormai a giocare ogni tre giorni”.
Il Como, come l’Inter, ha segnato di più nell’ultima metà di gara.
“Noi l’anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché noi venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. È questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare.
Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Noi ci proviamo, quest’anno contro il Verona all’ultimo minuto, è importante… mentalità e fisico, chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare. C’è spazio anche per la gente che non gioca. In questi ultimi momenti abbiamo trovato molte soluzioni e questo sarà molto importante per il nostro futuro”.
Farà delle rotazioni con gli impegni ravvicinati?
“Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non è deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza”.
I giocatori sono più motivati contro un Milan ferito? E loro dove possono arrivare?
“Questo non è il mio lavoro, io ti parlo delle squadre più forti del campionato. Il Milan con Allegri e questi giocatori ovvio che possono fare bene. Dipenderà da loro, quanto più vincono avranno opzioni per lo Scudetto. Sulla difficoltà o meno io non credo tanto in questo. Due partite, due pareggi? Continuano ad essere forti. Se la squadra è più motivata per questo? No, non c’è senso. Con il Milan partita incredibilmente importante. Io non credo in squadra piccola o grande, tutti abbiamo la motivazione di fare bene”.
Il Milan non era tanto equilibrato l’anno scorso, cosa cambia quest’anno?
“Hanno cambiato la maniera di pressare, giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il giocatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica.
