Vanoli, tecnico della Fiorentina, ha commentato il successo contro il Bologna. Queste le sue parole, riportate da gianlucadimarzio.com:
“Era una sfida importante perché volevamo dare una gioia alla famiglia Commisso. Abbiamo perso non solo il nostro presidente ma un grande uomo, faccio le condoglianze e siamo vicini al dolore della famiglia“.
L’allenatore ha svelato che cosa ha detto alla squadra prima della partita: “Ho detto ai ragazzi che ciò che potevamo fare per ricordare Commisso era mettere in campo i valori che ci ha lasciato ossia il sacrificio, l’unione, il senso di famiglia. Non l’ho conosciuto di persona ma quando l’ho sentito mi ha trasferito questo messaggio di unione. Ho detto ai ragazzi che dovevamo fare una partita degna di ciò che ci ha lasciato“.
“I risultati nascono dalle ottime prestazioni che abbiamo fatto. Siamo stati bravi a credere in ciò che facevamo. Abbiamo fatto un grande primo tempo, il secondo è nato dalla paura di portare a casa 3 punti importanti. Era un altro esame, superato. Ora abbiamo un’altra finale contro il Cagliari“.
Nella sfida odierna, l’allenatore viola ha seguito la partita dalla tribuna a causa della squalifica rimediata nella scorsa giornata di campionato. A riguardo, Vanoli ha dichiarato: “È più difficile vivere le partite dall’alto, menomale che è passato. Il mio vice ha portato bene. Io come Luis Enrique in tribuna? Voglio stare in campo ma non devo dirlo troppo sennò poi i giocatori mi cacciano in tribuna“.
Sui singoli: “Kean ha avuto un problema alla caviglia, dopo la partita contro il Milan gli si è gonfiata molto, stiamo cercando di recuperarlo al 100%. Lui vorrebbe sempre giocare, ma farlo senza allenarsi rischia di peggiorare la situazione. Lo valuteremo meglio nei prossimi giorni. I nuovi acquisti si stanno inserendo bene nel gruppo, Solomon sta lavorando forte, penso che presto sarà pronto per darci una mano anche per 90′. Brescianini l’ho visto bene, ma ho preferito dare continuità a Ndour e Mandragora. Anche Gosens deve ritrovare la migliore condizione “.
