🔍 Arteta e ten Hag dietro le rinascite di Arsenal e United: i 3️⃣ aspetti che li accomunano

Il lavoro di Mikel Arteta ed Erik ten Hag ha permesso ad Arsenal Manchester United di rilanciarsi dopo anni davvero difficili. Non soltanto in classifica, ma soprattutto sul medio-lungo periodo. Due club mai rifondati a seguito degli ultimi e ormai lontani nel tempo cicli vincenti si sfidano oggi alle 17:30 in un match che può sia riaprire totalmente la Premier League che costituire l’ennesimo fondamentale tassello per il trionfo finale dei Gunners. Mai il City ha dovuto tanto sperare in una grande prestazione dei cugini.

L’apporto dei due allenatori alle rispettive squadre è stato importantissimo. Una volta di più il loro percorso dimostra quanto nel calcio contemporaneo la figura giusta in panchina sia cruciale per le sorti di un gruppo di calciatori. La bravura delle dirigenze è stata quella di appoggiarli: Arteta lo scorso anno partì malissimo e nonostante una gran rimonta non centrò la zona Champions Leagueten Hag ha compiuto molteplici scelte impopolari tra cui, sopra tutte, l’esclusione di Cristiano Ronaldo dal progetto. Nonostante climi non facili, i due manager non sono mai stati messi in discussione e hanno ricevuto il massimo supporto possibile.

Non si possono nascondere le grandi cifre che è inevitabile investire sul mercato in Inghilterra, ma la costante di entrambi gli allenatori è stata quella di far sbocciare giovani di proprietà e rivalutare acquisti pregressi. Garnacho come NketiahMarcus Rashford come Martin Odegaard. Con un’idea di gioco chiara e forte, elementi che hanno sempre faticato a esprimere il loro immenso potenziale si sono messi in luce e affiancati ad altri ancora più giovani sono riusciti a incidere sulle sorti della squadra. I Gunners sono mediamente ancora più giovani, mentre in estate i Red Devils hanno effettuato il colpo che ha spostato maggiori equilibri: con Casemiro in campo, la squadra ha delle certezze e delle coperture di livello assoluto.

Sul piano del gioco le due formazioni hanno delle differenze, ma anche tante somiglianze. Entrambe utilizzano una linea difensiva a 4 e un centrocampo a 2, ma l’Arsenal si concede un elemento di rottura in più quale Thomas Partey rispetto allo United che affianca Christian Eriksen CasemiroMartin Odegaard Bruno Fernandes sono la classe e la razionalità, il fulcro tecnico delle squadre. Sulle corsie invece l’imprevedibilità di Antony Martinelli si abbina a una maggiore lucidità, per quanto violentissima, di Rashford Saka. Se in rosa la prima punta ai Red Devils manca del tutto (è stato infatti preso Weghorst), i Gunners la piangono: l’infortunio di Gabriel Jesus ha reso sì ancora più ariosa la manovra ma ha anche tolto diversi gol potenziali.

Ciò che è chiaro è che, a prescindere dal risultato della partita e persino da quello finale della stagione, i tifosi dei due club possono tornare a guardare al futuro con entusiasmo e serenità. Costruire, programmare e migliorare è più facile con due come Mikel Arteta ed Erik ten Hag in panchina.

By Emanuele Garbato

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